mercoledì 22 marzo 2017

SEO per le immagini

SEO_google

In questo post mi propongo di darvi dei consigli su come ottimizzare le immagini in chiave SEO.

E’ probabile che che la tua situazione sia quella di un blogger alla disperata ricerca di visite per il blog ( a questo proposito interessante l'articolo sui consigli di Jonah Berger per far diventare "contagiosa" una notizia o un articolo): Diventare contagiosi con i consigli di Jonah Berger

La fonte principlae da cui provengono la maggior parte degli accessi a un sito web o a un blog resta ancora il buon vecchio Google, il motore di ricerca per eccellenza.

Esistono molti articoli, forse troppi, che danno consigli su come ottimizzare i contenuti del nostro blog per renderli appetibili a Google, ma come dicevo sopra, oggi cercherò di darvi qualche dritta su come è possibile ottimizzare le immagini in chiave SEO.

Related: ecco i consigli di Jeff Bullas su come ricavare qualche soldino dal tuo blog:
6 Top Ways to Make Money Blogging in 2016 💰💰💰💰💰💰💰💰💰

Una rapida panoramica


Come potrete immaginare i bot di Google, ma anche quelli di Bing o Yahoo setacciano  miliardi di contenuti web allo scopo di presentare nelle prime posizioni i risultati più congruenti, quelli cioè che meglio rispondono alle richieste degli internauti.

Cosa succede quando essi incontrano delle immagini?

I sofisticati spider dei motori di ricerca non possono certo “vedere” l’immagine contenuta all’interno di un articolo, come farebbe un uomo. Per sapere di che immagini si tratti viene letto il testo alternativo,l’attributo  ALT.


Dobbiamo dare un nome alle nostre immagini


La prima regola da rispettare è dare un nome significativo al file immagine che carichiamo all’interno del nostro blog. Molto spesso, a volte solo per pigrizia i file di immagini hanno nomi del tipo img001.jpg oppure untitled.png o ancora dei nomi che poco o nulla hanno a che fare col contenuto del nostro articolo.
Questo è il primo errore da evitare il nome del file deve essere appropriato rispetto alle notizie che stiamo postando.
Un’immagine all’interno di un articolo come questo che sto scrivendo potrebbe essere :”SEO-per-immagini”. Molto poco senso avrebbe avere un’immagine col nome file luna.jpg oppure immagine01.png!
Avrete notato che ho inserito dei trattini tra le parole, questo perché i bot non interpretano gli spazi. I trattini, invece vengono interpretati correttamente come spazi di separazione.

SEO for images

Non sai dove trovare immagini gratis?


Ecco il link giusto! Immagini gratis per tutti


Utilizzare l’attributo ALT


Molti di voi conoscono questo attributo del tag html “img search” ALT  che sta semplicemente per testo alternativo. Esso svolge delle importanti funzioni, basti pensare ai software per non vedenti che al passaggio del mouse su un’immagine leggono all’utente il testo alternativo dando una spiegazione di cosa rappresenti l’immagine.
In chiave SEO l’attributo ALT è quello che i motori di ricerca leggono ed è quindi di fondamentale importanza. Ancor più essenziale che all’interno di esso compaia una keyword, una parola chiave.

La tecnica


Chi preferisce scrivere in html saprà bene come inserire l’attributo ALT. Il tag per l’inserimento di un’immagine è  <img search=”nome file o url” alt=”descrizione”>.

Se, invece non hai dimestichezza col mondo HTML e i suoi tag, niente paura sia in Blogger che in Wordpress, ma in pratica in tutti i CMS l’inserimento dell’attributo ALT è molto facile.

Se prendiamo, ad esempio la piattaforma di blogging di Google, Blogger , una volta inserita un’immagine cliccando su di essa compare l’immagine che vedrete di seguito. Cliccando su “proprietà” comparirà un pop up in cui inserire la descrizione dell’immagine, in pratica il contenuto del tag ALT.

Testo alternativo per SEO


Stessa cosa più meno anche per l’ambiente Wordpress.

L’attributo Title

Sia in blogger che in Wordpress avrete notato che oltre all’attributo ALT ne compare anche un altro che è titolo.
A cosa serve?
L’attributo “Titolo” serve a dare una descrizione maggiormente accurata dell’immagine che abbiamo inserito.
In molti utilizzano la tecnica di inserire in “title” lo stesso contenuto del tag ALT.
Ciò è da evitare!. Primo perché i Bot si concentrano sull’ALT e non sul Titolo, ma anche perché reinserire la parola chiave in titolo comporterebbe quello che in gergo viene definito keyword stuffing, cioè un eccesso di parole chiave che comporterebbe un’automatica penalizzazione della nostra pagina da parte dei motori di ricerca.
In TITLE aggiungete una descrizione diversa utile soprattutto in termini di usabilità del vostro sito

Conclusioni


In queste breve articolo ho tracciato le linee guida per ottimizzare le immagini in chiave SEO. Pochi utili consigli che rivestono, però un ruolo essenziale per dare visibilità al vostro sito o vostro blog.

Nei commenti fatemi sapere se ritenete questi validi! Sarò felice di rispondere!

Hai poco tempo per curare i tuoi contenuti?
Ecco l'articolo che fa per te!
How to Manage Your Content Marketing in 30 Minutes a Day

giovedì 2 marzo 2017

Diventare "contagiosi" con i consigli di Jonah Berger

Jonah Berger è un professore di marketing presso la Wharton School della University of Pennsylvania e autore del  bestseller Contagious .

Contagious

Nel suo libro (questo il link se desideri acquistarlo) Berger illustra i risultati dei suoi studi sulla viralità e sull’influenza sociale.

Il professore della Wharton School ha analizzato il successo conseguito da alcune campagne pubblicitarie ed ha studiato quali sono stati i comportamenti umani che li hanno resi possibili.

La novità principale e per certi versi sorprendente introdotta da Berger è la seguente:

Solo il 7% dei messaggi virali passa attraverso il web, tutto il resto è passaparola.

Perchè, secondo Berger, è il passaparola che rende contagioso un messaggio?

I messaggi che ci vengono trasmessi attraverso il passaparola sono più persuasivi e convincenti
Chi ci parla in maniera entusiastica dell’ultimo libro che ha letto o del film che ha visto è per noi sicuramente più attendibile di una pubblicità che non può fare altro che lodare il prodotto che intende reclamizzare.

I messaggi veicolati attraverso il passaparola sono  poi più mirati. Parleremo di un certo film, o libro o prodotto a chi sappiamo potrebbe interessare.

Con i Social raggiungiamo un numero maggiore di persone, ma i nostri messaggi si confondono tra l’enorme massa di informazioni che circolano sul web, per cui sono meno efficaci.

Il punto focale del pensiero di Berger è questo:


Quali sono i motivi per cui alcune storie diventano virali e altre no?

Cosa ci spinge alla condivisione?

Procediamo per esclusione.

Secondo Berger non ci sono persone in grado di influenzare gusti, opinioni  altrui.
Gli Influencer, di gran moda nel mondo web, non servono assolutamente a nulla.

Quali sono, allora le ragioni per le quali alcuni messaggi sono più condivisi rispetto ad altri?

Lo scopriamo approfondendo il pensiero del prof. Berger

Parlare, condividere informazioni fa parte della natura umana. Solo alcune informazioni, alcuni messaggi però diventano virali e si diffondono a macchia di olio. Berger intende farci capire come tutto ciò avviene.

Il concetto di viralità

Per lo studioso americano c’è differenza tra il concetto di un  virus che diffonde una malattia e la viralità di un messaggio. Un virus può essere trasmesso a partire da una singola persona e in teoria potrebbe infettare la totalità delle persone con cui viene a contatto. E’ molto difficile, invece che questo avvenga per i messaggi o le informazioni. Diciamo che è probabile che un certo contenuto si diffonda tra un buon numero di persone, ma è difficile che esso raggiunga l’intera popolazione.


Berger identifica sei elementi che rendono contagioso un messaggio.

Questi elementi possono essere abbreviati nell’acronimo STEPPS

Social Currency -Triggers -Emotion -Public -Practical Value -Stories



I sei STEPPS, non sono una ricetta, perchè una ricetta per funzionare bene deve contenere tutti gli ingredienti, cosa che non è vera per gli STEPPS. Un contenuto può diventare virale anche se non sono presenti tutti i sei gli elementi. Ovviamente più ce ne sono meglio è.

Cominciamo col primo degli STEPPS: la social currency, la valuta sociale.

social currency

Siamo portati a condividere quello che ci rende interessanti, portiamo a conoscenza degli altri qualcosa che conosciamo solo noi, a volte anche dei segreti ( per questo nulla può ritenersi tale).

Condividiamo quello che ci rende fighi, alla moda, informati, Insomma tutto quello che ci fa fare bella figura con gli altri.

L’uomo tende a parlare di se stesso, delle cose che ha fatto, dei vestiti che si è comprato, dei ristoranti che ha frequentato o che sta frequentando, delle proprie vacanze.

Per l’uomo è gratificante condividere le proprie esperienze ed è questo il vero motivo del successo dei social network.
Non c’è da sorprendersi!
Le persone preferiscono condividere le informazioni che le fanno apparire interessanti invece che monotone, intelligenti piuttosto che stupide,alla moda invece che noiose, colte invece che ignoranti.
Proprio come si servono del denaro per assicurarsi prodotti o servizi, le persone usano questa valuta sociale per trasmettere un’immagine positiva di sé a parenti, amici e colleghi.

I modi per riuscirci sono tre:


  • trovare ciò che rende originali;
  • sfruttare le meccaniche di gioco
  • far sentire gli altri parte di qualcosa di esclusivo



Alle persone piace vantarsi dei risultati conseguiti: come ad esempio dei follower che  hanno su Twitter, dei propri risultati sportivi, dell'ottima riuscita del figlio alle prese con gli esami universitari

Per Berger sfruttare le meccaniche del gioco vuol dire sfruttare la voglia di esibire i propri successi. I mezzi sono i concorsi, le raccolte punti e tutto quanto ci mette in competizione e in grado di esibire successivamente come siamo stati bravi.
Il trucco sta nel fatto che parlando dei nostri successi, citiamo anche i marchi grazie ai quali li abbiamo conseguiti.

Passiamo al secondo degli STEPPS: gli stimoli


Gli stimoli sono importanti affinché si verifichi il passaparola.

Gli stimoli li possiamo pensare come delle associazioni di idee.
Per esempio pensare al burro fa pensare automaticamente alla marmellata, pensare al caffè fa venire in mente una sigaretta.
Lo stimolo non è niente altro che quello a cui pensiamo più frequentemente, quello che più ci sovviene in mente nel corso di una giornata.
La valuta sociale è il motivo per cui iniziamo a parlare e condividere, ma se continuano a farlo è grazie agli stimoli.
Se è facile pensare a qualcosa, è facile parlarne.

Terzo STEPPS: Le emozioni

rabbia

Berger fa un esperimento selezionando  una serie di articoli molto virali:
Egli riscontra che gli articoli sportivi sono meno virali di quelli relativi alla medicina e all’istruzione.
La spiegazione è semplice: lo sport non aiuta gli altri, come pubblicare una recente scoperta medica

Condividiamo, quindi ciò che è utile e ciò che aiuta.

Analizzando altri articoli molto condivisi Berger fa un’altra interessante scoperta.
Egli nota come alcuni articoli scientifici siano  virali. Eppure la scienza non interessa un numero elevato di persone.

Qual era allora la ragione di questa anomala diffusione?


La spiegazione è tutta nell’emozione che suscita la lettura di una notizia.
Nel caso particolare dell’articolo analizzato da Berger era la meraviglia la ragione del suo successo.
Gli articoli in grado di meravigliare avevano il 30% di probabilità in più di entrare in
classifica.
Più in generale tutti i contenuti a forte contenuto emotivo vengono condivisi di più.

Non tutte le emozioni funzionano.

Funzionano solo quelle che provocano un eccitamento fisico. La distinzione non è tra emozioni positive e negative, ma tra quelle che provocano eccitamento e quelle, come la tristezza che non lo provocano.

A questo proposito vi invito a leggere gli studi di Dacher Keltner e Jonathan Haidt sulla funzione sociale delle emozioni

La stessa regola è valida  per i contenuti online.

Certi siti internet, articoli o video su YouTube provocano più eccitamento di altri. Blog dedicati ai mercati finanziari, articoli su fenomeni di corruzione politica e filmati divertenti favoriranno tutti la sollecitazione che, a sua volta, potrebbe incrementare la condivisione dei contenuti pubblicitari o di altro tipo che compaiono su quelle pagine.

Le emozioni ci spingono all’azione; ci fanno ridere, gridare e piangere, ci inducono a parlare, condividere e fare acquisti.

Perciò, invece di citare dati statistici o fornire informazioni, dobbiamo puntare sui sentimenti.

Related: Content Marketing e stress: 9 validi rimedi


Quarto degli STEPPS: La visibilità


Più una cosa è visibile più è condivisa. Se vedo indossare da tanti una certa maglietta è probabile che la compri anch’io.

Una cosa, anche se di successo non è sempre visibile (si pensi all'intimo). Allora possiamo escogitare uno stratagemma che si chiama residuo comportamentale.

Il residuo comportamentale è formato dalle tracce fisiche che la maggior parte delle azioni e dei comportamenti lascia dietro di sé.
Un esempio sono le borse griffate regalate agli acquirenti. Esse danno visibilità al fatto che è stato acquistato un prodotto di una determinata marca


Valore pratico.

Gli individui scambiano messaggi o idee che abbiano utilità per gli altri.
Scambiare informazioni utili rafforza i legami sociali. Se abbiamo un amico cui piace Napoleone gli invieremo un link in cui se ne parla.

E' probabile che condivideremo notizie in cui si parla di sconti in determinati negozi, di occasioni imperdibili, oppure segnaleremo l'ultima inchiesta in cui è citata la comparazione di prodotti alimentari. Tutto ciò che ha un valore di ordine pratico

Un inciso

Nell’ambito del web non sempre è bene parlare di argomenti di massa,. Essi sono più diffusi, ma noi non identifichiamo nessuno dei nostri conoscenti con cui condividerlo proprio perché comune a molti. Se, invece si tratta di un argomento di nicchia sicuramente lo condivideremo con coloro che ne sono interessati.

Attenzione:la verità non è una discriminante. Se riteniamo che una notizia ha un certo valore pratico essa può essere anche falsa. Per questo si diffondono le bufale

E' importante quando state pensando al vostro prossimo post, verificare se esso ha valore pratico.

Related: Idee per post senza perdita di tempo

Storie

emozioni

Le favole greche di Esopo  finivano sempre con la frase O Mutos Deloi Oti ( Il racconto ci insegna che). Attraverso una storia si trasmette un valore morale o un insegnamento. La stessa cosa per le parabole evangeliche.

Related: le favole di Esopo

I lettori sono più interessati alle storie che alle narrazioni
Le storie, infatti, contengono una lezione o una morale, un’informazione o un consiglio
Una storia, dunque, può fungere da contenitore, da vettore che faciliti la trasmissione
di informazioni agli altri. Il messaggio che vogliamo propagandare viene racchiuso all’interno di una storia, ne è parte integrante, ma nascosta.


Se volete creare dei contenuti contagiosi, cercate di costruire il vostro cavallo di Troia, senza però dimenticarvi  del concetto di viralità utile: assicuratevi che le informazioni che volete vengano ricordate e trasmesse siano utili oltre che parte integrante della narrazione
Potete raccontare storie divertenti, sorprendenti o avvincenti, ma farlo non vi servirà a molto se nessuno poi potrà ricollegarle a voi, anche se dovessero diventare virali.

Ricapitolando ecco i sei STEPPS di Berger


VALUTA SOCIALE Condividiamo quello che ci fa fare bella figura con gli altri.

STIMOLI Se è facile pensare a qualcosa, è facile parlarne.

REAZIONI EMOTIVE Quando teniamo a qualcosa, lo condividiamo.

VISIBILITÀ PUBBLICA Se qualcosa è fatto per essere visibile, ha buone potenzialità di crescita.

VALORE PRATICO Informazioni utili

STORIE Le informazioni si trasmettono con quelle che a prima vista sembrano semplici chiacchiere.


Conclusioni


Lo studio di Berger ci illumina sui meccanismi di di diffusione delle notizie, ci fornisce una serie di utili riflessioni sul significato di viralità e ci dà ottimi strumenti per mettere in campo delle strategie utili a far crescere il grado di condivisione delle notizie e degli articoli pubblicati sul web.

A questo proposito : Come ottenere più visite senza SEO

Un buon curatore contenuti dovrebbe tenere a mente i sei STEPPS di Berger e farne buon uso.


Nei commenti mi piacerebbe conoscere il vostro parere e se già conoscevate gli studi di Berger.
Parliamone insieme!
Vi aspetto.











martedì 14 febbraio 2017

Sei a corto di argomenti? Utilizza il metodo logico creativo

Di cosa parlo?  Quale argomento devo approfondire? Che cosa potrebbe essere utile per i lettori?

Jonah-Berger-Contagious

Questa serie di domande attanaglia le menti di tutti coloro che si dedicano alla scrittura, sia per diletto che per professione.

Si ha la sensazione che tutto sia stato già scritto, che niente sia originale e che tutte le strade siano state già battute. Ogni possibile argomento ci sembra banale e non meritevole di attenzione.

Ci si ritrova davanti allo schermo del pc, col cursore che lampeggia in alto sinistra e con le dita ferme, quasi paralizzate, incapaci diqualsiasi movimento sulla tastiera.

Gli occhi girano un po’ di qua, un pò di là, come se da qualche parte, nella stanza, ci fosse la soluzione al problema, ma poi ripiombano, stanchi a contemplare il bianco dello schermo.

Non mi dilungo oltre, d’altra parte la sindrome del foglio bianco è stata descritta più volte.

Si tratta di quel vuoto assoluto all’interno del cervello,  dell’incapacità di sviluppare idee di qualsiasi tipo. Lo scrittore, si sforza, cerca l'illuminazione, quella scintilla che inneschi la vena creativa. L'ansia cresce, ma il foglio resta desolatamente vuoto.

Le cose si complicano quando esistono delle scadenze, quando il”capo” stressa perchè il cliente ha bisogno di quell’articolo o di quel post?

In questi casi non ci si può permettere di attendere l’illuminazione nè, tantomeno, l’ispirazione della Musa Calliope.


Contagious


Esiste una soluzione?


Mi sono messo a rimuginare e mi sono chiesto:

E’ possibile creare una routine, un processo logico, che stimoli la creatività?

In fondo tutte le conoscenze sono già presenti nel nostro cervello, magari sparse alla rinfusa, non ordinate, ma presenti.

E allora perché non cercare di riordinare le idee? Perché non creare un flusso ordinato che possa aiutarci nella scelta degli argomenti da trattare?

Contagious-roger-sperry

E qui ritornano prepotenti le scoperte di Roger Sperry sul cervello umano.

Ve ne ho già parlato in diversi post e mi riprometto di affrontare l’argomento in maniera più dettagliata.
Sperry ha scoperto l’esistenza di due diversi emisferi del nostro cervello, quello destro deputato alla parte creativa e quello sinistro che si occupa della logica. In pratica essi agiscono come se fossero due cervelli distinti.

Alcuni di noi utilizzano più la parte destra e sto parlando dei creativi, degli artisti in genere, altri quella sinistra, logici, matematici, scienziati.


Come utilizzare, per i nostri scopi, tali nozioni?



Ho immaginato una specie di partita di tennis tavolo, un ping pong, tra i due emisferi.

Da un parte le conoscenze ben ordinate, dall’altra l’organizzazione creativa. Vi suggerisco il metodo che ne è scaturito. Non ho la pretesa di credere che questa possa essere una soluzione definitiva, ma nella mie esperienza ho capito che vale sempre la pena di provare, di sperimentare.

Non voglio aggiungere altre chiacchiere, passiamo ai fatti.

Il Metodo Creativo

Contagious-jonah-berger



Il metodo che vi suggerisco è composto da vari step.

#1 Strizzare il cervello


I creativi cercano l’ispirazione o meglio attendono con fiducia che essa arrivi. Ognuno ha il suo metodo. Chi cerca di distrarsi, chi si mette a pensare in luoghi atipici come può essere un ristorante o la palestra, chi si rinchiude in un personale “pensatoio”.
Anche i momenti della giornata in cui cercare l’ispirazione sono i più variegati. Alcuni sono più produttivi all’alba, altri sono animali della notte.

Tali metodi possono essere efficaci, ma per niente produttivi. A volte abbiamo poco tempo per consegnare “un pezzo” per cui dobbiamo accelerare il processo creativo.
Come fare?

Questo il mio suggerimento:

Prendete un foglio bianco, disegnate un cerchio al centro e da esso tracciate tante linee. all’estremità di ognuna di essa scrivete la prima cosa che vi viene in mente . Il passo successivo è quello di trovare delle attinenze fra le varie parole. Cerchiate con un pennarello le parole per le quali esiste un legame.
A questo punto prendete un nuovo foglio e disponete le parole cerchiate in colonna. In pochi minuti avrete a disposizione diversi argomenti da trattare.


# 2 La Scelta


A questo punto dovete scegliere quale argomento vi sembra più interessante, quale potrebbe incontrare il favore dei lettori. Stilate una vostra personale classifica.
Dopo aver scelto l’argomento che vi sembra migliore, passata alla seconda fase.


3 # Il lavoro di ricerca

Contagioso-jonah-berger

La ricerca è importante, essa serve a voi per ampliare le conoscenze riguardo un certo argomento e ai vostri lettori che disporranno di un post accurato e di valore.
Ulteriore considerazione.
E’ difficile trovare argomenti del tutto nuovi, per cui quasi sicuramente affronteremo dei topics già trattati da altri. E’ importante, quindi aggiungere cose nuove, cambiare il punto di osservazione, fornire approfondimenti e questo può essere fatto solo attraverso un certosino lavoro di ricerca.

4 # Un pizzico SEO

SEO-contagious-jonah-berger


A questo punto abbiamo l’argomento del nostro post. Non guasta aggiungere un pizzico di SEO. In che modo?
SEO sotto forma di ricerca di parole chiave. Il nostro obiettivo sarà quello di determinare le keyword più performanti, quelle che dare in pasto ai motori di ricerca per determinare il miglior posizionamento.

Esistono molti tools che svolgono, con precisione questo compito. Per la maggior parte essi sono a pagamento. L’investimento sarà utile per un’azienda, ma per un blogger freelance un po’ meno.
La risorsa gratuita per eccellenza è il Google Keyword Planner  . Altri strumenti da testare sono i seguenti:



Leggi anche: Come ottenere più visite al tuo blog senza SEO

Da questo momento in poi la routine da seguire è quella standard.

  • Scrivere un post di almeno 1200 parole;
  • Inserire dei contenuti visuali accattivanti;
  • Rendere leggibile il testo con un’efficace formattazione
  • Revisionare il testo per evitare la presenza di errori sintattici o grammaticali;
  • Inserire link interni ed esterni
  • Collegare il contenuto ai profili Social;
  • Inserire delle CTA.

Se volete approfondire questi ultimi argomenti vi invito a leggere:
Come scrivere il post perfetto [Infografica]

Conclusioni


Nel post ho cercato di rappresentare un metodo per trovare, in maniera rapida, gli argomenti oggetto del nostri articoli. Il processo che ho immaginato e che io stesso applico è incentrato su una specie di brainstorming personale. Sforzare il cervello e rappresentare i risultati su uno schema molto simile a una mappa mentale. Questo metodo è valido perché da esso ricaviamo più risultati. Lo sforzo, iniziale di concentrazione produrrà diversi argomenti possibili, i quali saranno oggetto dei nostri prossimi post

Ti potrebbe interessare:
Metti il turbo ai tuoi post con questi 7 strumenti [free]

giovedì 2 febbraio 2017

Come ottenere più visite al tuo blog senza SEO

La SEO è uno strumento di estrema importanza, la cui conoscenza è fondamentale per chiunque si occupi di contenuti per il web.

SEO


Mi direte, ma come inizi  col negare l'affermazione contenuta nel titolo, che è quella per cui esistono metodi per accrescere il traffico di visitatori sul proprio sito o blog utilizzando strategie non SEO.?

Originale!

Non sono impazzito. L'intenzione è quella di rimarcare l'importanza di tutte quelle tecniche, che vanno sotto il nome di SEO, ma di affermare anche che esse non sono le uniche per ottenere più visite

Più traffico o più pubblico?


Tutto parte da una considerazione. Esiste una differenza notevole tra l'incremento di traffico  e l'aumento di pubblico.

Mi spiego meglio.

Con tecniche SEO raggiungo lo scopo di aumentare le visite.
Aprendo Google Analytics scoprirò che il numero di visitatori sarà aumentato, sempre che abbia operato bene .
Un circolo virtuoso si sarà innescato per cui i  motori di ricerca indicizzeranno i contenuti proposti che verranno mostrati nelle prime pagine di Google.
Di conseguenza un maggior numero di persone cliccherà sul link che li porterà alle nostre pagine
In poche parole con la SEO "ci facciamo trovare".

Una volta "atterrati" sui nostri contenuti i lettori decideranno se gli stessi sono utili, se soddisfano le loro aspettative.

In caso positivo è più che probabile che essi torneranno a visitare le nostre pagine, inserendole tra i preferiti o iscrivendosi alla newsletter

Per quanto riguarda la SEO, ti potrà essere utile questo articolo del Content Marketing Institute:

SEO and Website Image Optimization 10-Point Checklist for Marketers


Avremo così ottenuto il massimo.

Esiste, però la possibilità che i lettori dopo aver raggiunto attraverso i motori di ricerca i nostri contenuti, li giudichino poco soddisfacenti. In questo caso avere più traffico sarà una vera e propria vittoria di Pirro.

Ottenere più pubblico significa realizzare l'obiettivo di farci apprezzare come autorevoli esperti nel campo di cui ci occupiamo, vuol dire che quello che scriviamo viene apprezzato e meritevole di essere seguito e magari condiviso.

blogger


Vediamo come attrarre più pubblico fidelizzato sulle nostre pagine.

#1 Newsletter


Possedere una mailing list cui spedire una newsletter con i nostri contenuti è una tecnica antica, ma terribilmente efficace. La posta elettronica, pur essendo in molti casi più croce che delizia è uno strumento che utilizziamo quotidianamente. Il lettore non dovrà fare alcuno sforzo, non dovrà venire a cercarci, ma riceverà direttamente i nostri aggiornamenti.

 Va da sè chi ha deciso di sottoscrivere i nostri contenuti li ha ritenuti validi, per cui non li tratterà come spam, soprattutto se avremo l'accortenza di non essere troppo invadenti.

L'obiettivo sarà quello di avere un buon numero di iscritti.

Prevederemo allo scopo, all'interno dei nostri post delle Call to Action che invitino i lettori a sottoscrivere i nostri contenuti. Spesso in cambio dell'iscrizione alla newsletter vengono regalati ebook o altri contenuti speciali e questa è sicuramente una buona strategia.
Per aggiungere CTA e form di iscrizione provate SUMOME un tool efficace e gratuito in molte delle sue funzionalità

# 2 Commenti


Anche il consiglio di inserire commenti all'interno dei post di blog è datato, ma come per le newsletter ha ancora un'efficacia notevole.

E' chiaro che è perfettamente inutile inserire commenti del tipo "bel post", oppure "ottimi consigli".
Peggio ancora sarà fare riferimento diretto ai nostri siti e/o blog.

Come minimo verrebbe interpretato come Spam.

Un  buon commento  sarà quello che apporta valore al post, sia sotto forma di domanda, sia come ulteriore contributo a quanto postato dall'autore, sia con l'indicazioni di altre utili fonti o riferimenti.

Operare in questa maniera ci farà conoscere dagli altri commentatori, accrescerà la nostra popolarità ed autorevolezza e ciò si tradurrà in un aumento di pubblico fidelizzato.

Mi sembra inutile sottolineare che i commenti debbeno essere inseriti in blog che trattano di argomenti simili a quelli del nostro blog. E' perfettamente inutile, anzi dannoso, inserire commenti a casaccio in blog che trattino di argomenti non in linea con quelli della nostra nicchia.

E' necessario, però identificare i blog popolari e molto seguiti.

A questo proposito consiglio di utilizzare Feedly.

Si tratta di un aggregatore di feed che ci consentirà di selezionare i blog per nicchia di interesse e di seguirli all'interno della piattaforma.
Feedly utilizza anche un'app sia per l'ambiente Android che Apple.

Una valida alternativa a Feedly è il buon vecchio Google Alert.


#3 Forum


Iscriversi a forum aventi gli stessi argomenti di quelli da noi trattati è un buon metodo per farci conoscere.
I forum, però sono un terreno minato, perchè spesso hanno regole ferree e vincolanti.
In più riferimenti diretti ai propri siti o blog sono mal digeriti da questo tipo di comunità .
Prendere la parola in un forum servirà soprattutto per accrescere la nostra autorevolezza nel settore, soprattutto se le nostre soluzioni saranno valide.

social_media


# 4 I Social


Facebook, Twitter, Pinterest sono i principali social su cui far transitare i nostri contenuti.
Ognuno di essi ha le sue regole, le sue caratteristiche, ma tutti sono utili per far conoscere i nostri contenuti.
I Social hanno poi una caratteristica che li rende uno strumento insostituibile di Content Marketing: la posiibilità di condivisione.

Una semplice pressione di un pulsante e il nostro post comparirà nella timeline di un altro utente e sarà visibile a un sempre maggior numero di persone.

Anche in questo caso le cose sono  solo in apparenza semplici

Ci sono delle regole da rispettare per ottenere dei risultati tangibili.

Alcune di esse sono le seguenti:

  • Non esagerare con il numero di condivisioni
  • Postare sui social ad orari scelti in concomitanza con la maggiore presenza degli utenti sul social
  • Rispondere ai commenti
  • Rispettare le policy dei vari social
  • Inserire dei validi contenuti visuali  e con le giuste dimensioni per essere rappresentate al meglio sulle bacheche dei social
  • Inserire dei contenuti in linea con gli interessi di chi ci segue
Non mi dilungo oltre su questi aspetti che però necessitano di un approfondimento.

TIPS: alcuni esperti di content marketing utilizzano la tecnica di ripostare più volte i loro contenuri sui social, come nel caso di Jeff Bullas. Perché non provate e verificare i risultati?

Leggi l'interessante articolo di Bullas sui contenuti virali:

5 Writing Principles That Will Make Your Content Go Viral



# 5 Riproposizione di contenuti


Perchè gettare alle ortiche vecchi post i cui contenuti possono essere ancora validi per i nostri lettori?

Esistono i cosiddetti post "sempreverdi" quelli, cioè che non cessano di essere utili. Una buona tecnica è quella di riproporli, magari cambiando la veste grafica e inserendo dei nuovi contenuti come ad esempio un'infografica o un video.

Fate, quindi indossare il vestito nuovo ai post del passato che hanno avuto maggior successo di pubblico, essi non vi tradiranno.

Ti potrebbe interessare:

Come scrivere il post perfetto [infografica]


Conclusioni


In questa carrellata vi ho rappresentato come ottenere  un pubbblico più vasto senza utilizzare tecniche SEO.

Se ben sfruttati questi consigli vi faranno avere un pubblico che si affezionerà ai vostri contenuri e che tornerà spesso a far visita alle vostre pagine.

A questo punto non mi resta che chiedervi quali sono le vostre strategie per aumentare sia visite che pubblico.
Inserite tutto nei commenti. Sarò ben felice di rispondervi,
A presto!

A proposito se il Content Marketing vi stressa leggete questo articolo:

Content Marketing: per non morire di stress

giovedì 26 gennaio 2017

Immagini gratis per tutti

Immagini, immagini, immagini.

images

Cosa sarebbe il web senza immagini? Che terribile aspetto avrebbero i nostri post se all'interno di esso non vi fossero belle foto?

Avremmo una lunga e noiosa sequenza di caratteri  sul nostro monitor o sullo schermo dello smartphone, di cui ci stancheremmo ben presto. Giova  ricordare che  le prime pagine che apparvero nel web erano solo testuali.  Internet era sfruttato, infatti per la maggior parte,   per la divulgazione scientifica universitaria per cui era del tutto normale progettare pagine senza immagini.

Lo stesso acronimo HTML non vuol dire altro che Hypertest Markup Language.

I tempi sono cambiati, la tecnologia ha fatto passi da giganti, ma è soprattutto l'utilizzo di internet che non è più quello degli albori del web. L'aspetto divulgativo resta, ma è stato sorpassato da quello commerciale. Oggi internet è un'immensa vetrina virtuale, un enorme raccoglitore di desideri, un mondo social fatto di persone e di imprese.

In questo nuovo concetto di web sono i contenuti visuali a farla da padrone .

Le immagini evocano emozioni, producono effetti nel nostro cervello ben più profondi rispetto alle parole scritte e questo è stato oggetto di studi approfonditi che non hanno fatto altro che certificare una realtà per certi versi ovvia: i contenuti si leggono di più se sono integrati da immagini.

 😉 Leggi! - 3 strumenti [Free] per una grafica di successo


La sfida per i curatori di contenuti per il web


E' chiaro che coloro che curano i contenuti per il web devono ben tenere presente che nelle pagine dei loro blog e/o  siti le immagini non possono mancare. Facile, mi direte, basterà inserire qualche bella foto tra le righe di un nostro scritto e il gioco sarà fatto.

Non è esattamente così!

La scelta delle immagini

Il primo scoglio è la scelta delle immagini. Spesso accade che  si dedichi  poco tempo a trovare le foto giuste  Si dà più importanza al testo, alle fonti da citare e poi quando il lavoro testuale è finito ecco che cerchiamo con Google qualche immagini da "mettere" a volte anche un po' a caso.

😱 Niente di più errato!

Lo stessa impegno usato per scrivere un testo valido, pieno di riferimenti utili per il lettore deve essere profuso per ricercare immagini che siano allo stesso modo esplicative ed emozionalmente coinvolgenti. Impresa non facile e sicuramente dispendiosa in termini di tempo.

Un altro problema di non poco conto è il reperimento delle immagini.

Storie di blogger costretti a pagare delle multe salate per aver utilizzato immagini coperte da diritti d'autore sono frequenti per cui è meglio tutelarsi.

La strada peggiore è quella di utilizzare Google.

Il motore di ricerca per eccellenza non fa distinzione tra immagini protette e non, per cui potremmo incappare in immagini con copyright con le conseguenze che ho appena descritto.


 👚 Fashion blogger e Food blogger 🍗 : che fortuna!


Il problema immagini non riguarda certo il mondo delle fashion blogger che pubblicano le proprie foto, così come i food blogger le cui illustrazioni grafiche altro non sono che i cibi che hanno preparato che stanno per divorare. Sono questi, però le uniche nicchie per le quali il reperimento delle immagini non costituisce un problema.

Per tutti gli altri blogger resta la difficoltà di pensare a contenuti visuali accattivanti e liberi da copyright.

Chess


La soluzione più dolorosa economicamente è quella di sottoscrivere un abbonamento a un sito di stock fotografici come Fotolia o BigStockfoto.

Esistono delle alternative che ci possano far risparmiare?

Per fortuna ci sono diversi contenitori di immagini che sono in grado di aiutarci senza farci spendere soldi.

 Tutto rigorosamente gratis!



1 # DEATH TO THE STOCK PHOTO

Carina l'idea alla base di questo servizio. Basta registrasi e ogni mese riceverete sulla vostra casella di posta elettronica un archivio fotografico libero da restrizioni. Esiste anche una versione premium a pagamento.

2 # PEXEL

L'archivio messo a disposizione da Pexel non è fornitissimo. Le foto, però sono libere da tutti i vincoli, Per esse, infatti non c'è nemmeno l'obbligo della attribuzione.

3 # PHOTOPIN

Ottimo archivio fotografico con licenza Creative Commons. La comodità di questo sito sta nel fatto che per ogni foto "libera" c'è il relativo codice HTML da inserire nel proprio sito per l'attribuzione dell'immagine.

4 # PICJUMBO

Vasto l'assortimento di foto. E' possibile ricercare liberamente le immagini che sono anche divise per categorie

5 # SPLITSHIRE

Un buon assortimento di foto su Splitshire, anche se la qualità lascia un tantino a desiderare.

6 # NEW OLD STOCK

Immagini vintage, quasi sempre in bianco e nero, tratte da archivi pubblici.

7 # TRAVELCOFFEEBOOK

Uno dei miei preferiti. Collezione di foto, soprattutto della categoria Travel. Le immagini sono varie ed assortite e libere da ogni restrizione d'uso.

8 # FREEFOODPHOTOS

Come si può facilmente immaginare si tratta di foto aventi come tema il cibo. Le immagini sono libere, ma con attribuzione

9 # GOODSTOCKPHOTOS

Nessuna restrizione d'uso per le immagini e ottimo assortimento. Buona anche la qualità

# 10 GRATISOGRAPHY
 Un catalogo di foto non immenso, ma costituito da immagini assolutamente originali e in qualche caso veramente divertenti.


Conclusioni


La serie di link che vi ho elencato sono solo una parte di risorse gratuite da cui poter attingere per integrare con belle immagini i vostri post. Le indicazioni date  cotituiscono, però un'ottima base di partenza. Il consiglio è quello di perdere un po' di tempo in più e scegliere l'immagine "giusta", quella che rappresenta "per bene" il vostro post. C'è da tenere presente, infatti che immagini che "colpiscono" sono meglio condivisibili sui Social favorendo ancor di più la diffusione dei vostri contenuti.

Ch vuole, nei commenti può indicare altre risorse free per le immagini!

Potrebbe interessarti! - Come scrivere il post perfetto




giovedì 22 dicembre 2016

Come scrivere il post perfetto [Infografica]

Esiste una regola per il blog post perfetto?

blog-post

Molti pensano che basti saper scrivere.

E non hanno torto. Essere dei buoni scrittori, avere uno stile personale, saper disporre le parole in maniera elegante è fondamentale.

Accanto all’abilità principale, vi sono, però altre tipi di conoscenze che chi scrive per il web deve avere nel proprio bagaglio culturale. Esse sono delle peculiarità che il curatore di contenuti per il web deve possedere per svogliere al meglio la propria attività nel campo del content marketing

Ho cercato di fare un riassunto dei passi principali da compiere per scrivere un blog post che non abbia difetti, anzi che abbia tutte le caratteristiche per avere successo.

Per facilitare il compito ho inserito un’infografica, semplice nella sua struttura, in modo da somigliare a una check list da stampare.


Cominciamo dal titolo.

headline

Come deve essere un buon titolo? Quali caratteristiche deve possedere?

Un titolo deve colpire il lettore. Dalle poche parole in esso contenute, chi legge deve avere la certezza che l’articolo contenga le informazioni che cerca o che tratti di argomenti che lo interessano.

A tale scopo le parole di un titolo dovranno colpire l’immaginazione, essere emotivamente coinvolgenti.

Tra gli scrittori c’è un’antica disputa: scrivere prima il titolo e poi il corpo del post o viceversa?

Sono convinto che la cosa migliore sia dedicarsi a scrivere prima l’articolo. Il titolo lo troverete all’interno di esso. Esso vi salterà addosso come una rana da uno stagno.

Dopo aver afferrato il titolo è necessario plasmarlo, per renderlo adatto al mondo del web

Qui intervengono i primi tecnicismi

Ecco un elenco da seguire:


  • Utilizzare superlativi. Curiosità: quelli espressi in forma negativa si rivelano il 63% più efficaci di quelli positivi
  • Inserite keyword nel titolo
  • Un titolo non deve superare i 60 caratteri. Molti motori di ricerca, infatti tagliano il contenuto che supera il sessantesimo carattere, per cui inutile scrivere titoli più lunghi
  • Se possibile inserire dei numeri nel titolo. Le liste piacciono molto agli utenti del web. Curiosità: i numeri dispari sono più efficaci di quelli pari
  • L’uso di parentesi quadre all'interno di un titolo ne migliora l’efficacia


Un mix di elementi creativi e tecnici vi consentirà di realizzare il titolo perfetto.
Pur avendo seguito alla lettera i miei consigli, non potrete essere certi di aver realizzato il vostro obiettivo.

Che fare? Restare col dubbio?

Giammai!


con Headline Analyzer risolverete i vostri problemi

headlyne-analyzer



Questo tool eseguirà un’accurata analisi del nostro titolo e ci fornirà un punteggio. Potremo in questo modo, avere una misura esatta della validità del titolo che abbiamo scelto.

Il consiglio è sempre quello di fare delle prove. Tentativo dopo tentativo riuscirete a trovare la soluzione migliore.

Se volete saperne di più, leggete questo interessante articolo di Jeff Bullas


How to Write Catchy Blog Post Titles That Get Clicked Like Crazy


Passiamo al “corpo” del post.


Quali sono gli elementi base da cui partire?

Lascio da parte i fattori che non si possono insegnare, né controllare e mi riferisco all’ispirazione e alla creatività. Queste sono doti innate che con l’esperienza e il duro lavoro possono migliorare, ma su cui è complicato dare dei consigli.

Come per il titolo un perfetto post si compone di due parti: una che si riferisce alla parte emozionale e un’altra più tecnica.

Per quanto riguarda il primo aspetto un buon post è quello che invoglia la lettura, quello che non viene abbandonato dopo poche righe. Per realizzare questo obiettivo è necessario utilizzare un linguaggio semplice, ma coinvolgente. Le frasi devono essere brevi, concise.

Facile a dirsi, meno facile a farsi.

Passiamo ai suggerimenti più tecnici.



  • Lunghezza del post.


Per avere una buona indicizzazione nei motori di ricerca i post devono avere una certa lunghezza. Il limite minimo è stato fissato in 1200 parole anche se recenti studi ci dicono che sarebbe preferibile superare le 2000 parole. Obiettivo arduo da raggiungere.

  • Contenuti di valore


Quello che scriviamo deve avere valore per chi legge. Un buon post che abbia l’aspirazione di diventare virale deve contenere delle informazioni rilevanti. Per questo prima di mettersi a digitare l’articolo è necessario documentarsi, cercare di approfondire per quanto è possibile l’argomento che si vuole trattare. Per questo non c’è bisogno di allontanarsi dalla postazione di lavoro. E’ internet stessa a contenere tutte le informazioni che ci servono.
Il nostro lavoro si trasforma in quello di cercatore. Dobbiamo scovare i contenuti che siano pregni di informazioni utili da trasmettere ai nostri lettori.
Attenzione! Non sto parlando del “copia e incolla”,. Gli articoli di chi è più esperto dio noi o solo di chi ha trattato gli stessi argomenti ci servono come base da cui partire. In ogni caso è buona norma citare le fonti.

  • Lo stile


Sforziamoci di trovare un nostro modo unico di scrivere. Lo stile di scrittura diventa un marchio di fabbrica che ci fa riconoscere dai nostri lettori. Uno stile accattivante riporterà le persone sui nostri siti o blog


  • Contenuti visuali.



I contenuti visuali. Anche qui le statistiche e gli studi sono concordi. Immagini che colpiscono l’immaginazione del lettore sono la fortuna di chi cura i contenuti.  Guardiamo alla nostra stessa esperienza di internauti. Spesso, se non sempre sono le immagini a catturare la nostra attenzione e poi il testo. Scegliere una bella foto dovrà essere parte preponderante del nostro lavoro. D’altra parte sono proprio le immagini che più si prestano a essere condivise sui Social ( Pinterest e Facebook in testa) e la “viralità” del nostro post aumenterà in maniera esponenziale

Related: 3 strumenti [free] per una grafica di successo



  • Link.


Agli albori del web si parlava di ipertesto cioè della possibilità di “saltare” a un altro contenuto tramite un link. In questo campo le cose non sono cambiate. Un testo senza collegamenti, non sarebbe molto diverso da un articolo di giornale.
I link sono la vera risorsa aggiuntiva che dobbiamo fornire ai nostri lettori. Anche qui il lavoro di ricerca è importante. I rimandi a siti esterni devono essere validi, devono puntare a contenuti che arricchiscono il nostro post. Link esterni, ma anche link interni ad altri contenuti del nostro sito o blog.


  • Call to Action



Invitare, con un linguaggio colloquiale, i lettori a compiere un’azione è una risorsa che non può mancare nel nostro blog perfetto. Quasi sempre le CTA vengono poste alla fine del nostro post, esse sono importanti perché propongono un’interazione e creano un legame forte con il lettore.


  • Social



Oggi come oggi gli strumenti di diffusione di contenuti sul web sono i social. Twitter, Facebook e Pinterest, solo per citare quelli più conosciuti sono una formidabile opportunità per far conoscere il nostro lavoro. La cosiddetta viralità si raggiunge attraverso la condivisione dei contenuti e i Social sono dei formidabili strumenti per raggiungere questo obiettivo


  • Display con i related post



A fine post è utile inserire una vetrina con i cosiddetti related post, cioè un rimando a contenuti simili che abbiamo trattato nel nostro sito o post. I lettori gradiscono questa possibilità di approfondire i temi trattati


  • Bio



Dire chi siamo, esporre le nostre esperienze, i nostri interessi, darà un volto più umano a quello che scriviamo ed è quindi un elemento che non deve mancare .

Conclusioni


Il post perfetto, quello che darà una svolta alla nostra attività di blogger forse non esiste o almeno non è possibile costruirlo a tavolino. A volte sono solo delle circostanze favorevoli che decretano il successo di un articolo.
Spesso mi è capitato, ma sarà lo stesso pure per voi, di vedere post  insulsi con migliaia di condivisioni. Tale tipo di notorietà è però effimera. Scrivere, applicando queste poche regole, vi consentirà invece di creare dei contenuti che nel tempo vi porteranno lettori e apprezzamenti.

Ho dimenticato qualcosa?


Avete dei suggerimenti?

Commentate e sarò felice di rispondervi

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giovedì 15 dicembre 2016

3 strumenti [free] per una grafica di successo

quotes-sherlock

Come inserire delle belle immagini nel tuo sito o blog, senza essere un esperto



Dati, dati, dati, gridava Sherlock Holmes in uno dei racconti di Arthur Conan Doyle.
Senza dati niente si può costruire.

Related: il cervello secondo Sherlock Holmes

Volendo utilizzare questa metafora, potremmo dire che senza immagini di qualità i post del nostro sito o blog varranno poco o niente.

E' inutile citare le statistiche o gli studi nei quali si evince con chiarezza che la "viralità" e il gradimento dei nostri contenuti balzano in avanti con la presenza di immagini che catturino l'interesse dei nostri lettori.

Ormai è acclarato che i contenuti visuali hanno la stessa importanza, se non maggiore, di quelli testuali.

Ho già riportato in passato le motivazioni scientifiche di queste asserzioni, ma ripetersi non è mai cosa sbagliata.

Repetita Juvant dicevano i nostri padri latini.

Roger_Sperry


Si parte dalla struttura del nostro cervello. Sono stati gli studi del premio Nobel Roger Sperry a farci comprendere che nella nostra calotta cranica coesistono due cervelli.
C'è una separazione netta, infatti tra la parte destra e la parte sinistra del nostro cervello.

L'emisfero sinistro :

  • logica
  • analisi
  • sequenzialità
  • schematicità
  • numeri
L'emisfero destro :

  • colori
  • immaginazione
  • dimensioni
  • musica
  • fantasia
Gli esseri umani ricordano e sono colpiti di più, se entrambe le parti vengono sollecitate.

Related: Come ricordare quello che leggiamo

Un testo ben formattato, schematico, pieno di riferimenti numerici sarà gradito e compreso dalla parte sinistra del cervello.
Immagini colorate con temi emotivamente importanti colpiranno con efficacia la parte destra.

A questo punto risulta chiaro che un contenuto che soddisfi le due condizioni è quello che avrà maggiore impatto perché coinvolgerà la parte logica e quella emozionale.

Le immagini rivestono, quindi una grande importanza. Esse devono essere scelte con cura, anche perché le ricerche effettuate hanno dimostrato che immagini inappropriate e poco gradevoli allontanano il pubblico a prescindere dalla validità dei contenuti testuali.

Lavorare le immagini, però non è facile sia utilizzando strumenti a pagamento come Photoshop di Adobe, sia utilizzando tools open source come Gimp.

I concetti da imparare sono tanti, dalla struttura a livelli, alle regolazione con le curve, per non parlare di tutta la gestione dei colori.

Non tutti sono esperti di grafica, non tutti hanno il tempo a disposizione per imparare ad usare decentemente questo tipo di software.

Che fare allora?

Rinunciare ad avere all'interno delle proprie pagine immagini belle e di impatto?

La risposta è no!

Esistono per fortuna degli strumenti web di facile utilizzo anche per chi conosce poco i programmi di grafica e il fotoritocco.

Vi indicherò solo 3 tools, rigorosamente free, nelle loro funzioni principali.

Non è necessario, infatti, al solo scopo di impressionare il lettore, indicare decine e decine di strumenti che quasi sempre si somigliano e confondono le idee.

Spesso capita che si perde tempo a provare i vari tools senza poi utilizzarli.

Meglio, quindi indicare pochi strumenti, che possano realmente aiutare chi legge.

Passiamo al nostro mini elenco:

1# CANVA


Canva è forse il tool grafico più conosciuto e in fondo quello più semplice da usare.

Cerchiamo di capire come funziona.

canva.com



Questa è la schermata iniziale. La prima cosa da fare è scegliere un modello.

E già iniziano le semplificazioni, sono, infatti precaricati templates relativi ai social più importanti, per cui possiamo scegliere


  • Post di Facebook
  • Grafica per Pinterest
  • App di facebook
  • Grafica per Blog
  • Grafica per Tumblr
e tanti altri ancora. E' possibile poi impostare delle dimensioni personalizzate nel caso nessuno dei modelli preimpostati ci soddisfi

Una volta che abbiamo scelto il progetto che ci interessa, passiamo alla seconda fase.

canva.com



Canva ci propone dei layout, alcuni, anzi tanti, sono gratuiti e altri si possono acquistare a prezzi molto bassi. E' più che probabile che già in questa fase riusciamo a trovare quello che ci interessa.
A questo punto basterà modificare il testo già presente e il gioco è fatto.
La nostra immagine, ottimizzata per il social che ci interessa, è pronta ad essere utilizzata.

mockup-canva

Non è finita qui. Con Canva possiamo aggiungere del testo, elementi grafici, cambiare lo sfondo e in più utilizzare immagini personali che possiamo facilmente caricare utilizzando la sezione caricamenti.


2 # PicMonkey


PicMonkey è un altro strumento in grado di farci realizzare contenuti visuali di qualità senza essere degli esperti di grafica.

Questa la sua interfaccia.

picmonkey


Si parte caricando una foto personale. La prima opzione proposta da PicMonkey è quella relativa alle regolazioni di base. Chi non avesse le idee chiare può provare ad applicare le varie regolazioni e verificare se l'effetto è quello desiderato.

Le altre possibili operazioni che si possono compiere con PicMonkey sono illustrate nella schermata successiva.

picmonkey

Come si può vedere si possono inserire effetti automatizzati, si è in grado di fare delle operazioni di fotoritocco (valide soprattutto per i ritratti), inserire del testo, delle sovrapposizioni, utilizzare cornici .
Non tutte le possibilità proposte sono free, ma con quelle gratuite si può ottenere un prodotto di alta qualità

Passiamo al terzo strumento.


3 # Befunky


Nella struttura Befunky è molto simile a PicMonkey, come si vede dalla prossima immagine

befunky

Si carica la foto che vogliamo ritoccare e subito abbiamo a disposizione una serie di strumenti che vanno dalla possibilità di ridimensionamento, a quella della regolazione dell'esposizione o del contrasto, passando per tutta un'altra serie di modalità di aggiustamento.

Il menu di Befunky prevede il fotoritocco, effetti grafici preimpostati, utilizzo di cornici e inserimento di testo.

Bonus: non sai dove reperire immagini free?
Ecco l'articolo che fa per te. Leggi

Conclusioni


Tre prodotti che svolgono bene il lavoro richiesto. Non vi resta che provarli, magari anche insieme.
Dopo aver, infatti, "aggiustato" una foto con PicMonkey o Befunky potrete caricarla in Canva per ottenere in maniera automatica un'immagine da utilizzare "al volo" sui Social o nel vostro sito o blog.

Come ho anticipato esistono anche altri tool, ma mi sono soffermato su questi tre perché li ritengo i più validi e anche quelli  con la maggio parte di funzioni free,

Avete suggerimenti?

Vorreste avere dei chiarimenti?

Desiderereste aggiungere o segnalare altri tools?

Perchè non me lo fate sapere scrivendolo nei commenti?

Vi aspetto alla prossimo post!
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