giovedì 16 novembre 2017

Soldi facili con l'app Fronto Lock Screen

FRONTO LOCK SCREEN l'app che ti consente di guadagnare qualche soldino col tuo smartphone.

Fronto lock screen


Piccola divagazione sul tema.



Dopo aver affrontato tanti argomenti relativi al content marketing oggi voglio passare a un argomento che solo in parte sembra essere distante.

Ero intento a scandagliare la rete in cerca di spunti interessanti e ho fatto un giro sul Play Store.

Uno sguardo alle app più recenti, a quelle che maggiormente riscuotono successo è importante per sondare gusti ed opinioni della gente.

Mi sono imbattuto in un'app che mi ha intrigato:Fronto Lock Screen.


fronto island of fortune

Di che si tratta?


E' un semplicissimo blocca schermo. Ogni volta che andremo a sbloccare lo schermo del nostro smartphone apparirà una pubblicità, il link a un sito o blog, o l'invito a scaricare delle app. Le azioni che andremo a compiere ci consentiranno di accumulare dei punti e al raggiungimento di un payout potremo riscuotere un premio.

I premi in questo momento disponibili sono:


  • Buoni regalo Amazon
  • Accrediti Paypal
  • Accrediti su carta Visa
  • Accrediti su ITunes
Ogni ora circa vengono accreditati dei punti.

Altri modi per raggiungere la soglia del pagamento minimo sono i seguenti:


  • Far scaricare ad amici e parenti l'app e chiedendo loro di inserire un codice promozionale ( lo si fa andando in impostazioni>inserisci codice di raccomandazione) che viene rilasciato al momento dell'iscrizione, il mio ad esempio è ANTGR. Quest'azione farà avere ad entrambi 1250 punti.
  • Partecipare a una lotteria tipo gratta e vinci, Island of Fortune. Puntando un po' di punti che avete accumulato se siete fortunati potrete decuplicarli.
  • Scaricare applicazioni da siti terzi. In quest momento ci sono Iron Source, Fyber e TrialPlay. In tutti e tre i casi vi verrà chiesto di scaricare un'app, un gioco, partecipare a un sondaggio e come premio vi verranno rilasciati dei punti. In questo caso, però Fronto declina ogni responsabilità circa il mancato accreditamento dei punti (cosa che in qualche caso accade).


Di certo non diventerete ricchi, ma riuscirete ad accumulare qualche soldino senza sforzo.

Che dire, provate a scaricarla e se viva inserite il mio codice promozionale: ANTGR




martedì 17 ottobre 2017

7 buone abitudini per vivere meglio

Le buone abitudini e il Content Marketing 


content marketing


Chi si occupa di contenuti per il web deve essere sempre in perfetta forma!


Il lavoro di Content Marketing impone lunghe sedute al computer, orari folli e spesso notturni, poche possibilità di svolgere una vera e propria attività fisica, il tutto a discapito della salute fisica e mentale.


Come rimediare? Con alcune buone abitudini.


 Noi siamo ciò che facciamo ripetutamente. Perciò l’eccellenza non è un’azione, ma un’abitudine.” diceva Aristotele e aveva ragione.



 Le buone abitudini non sono una panacea, ma servono a creare le condizioni di una vita più salutare. Oggi vi proporrò una serie di “azioni ripetute” che in poco tempo diverranno delle buone e sane abitudini che vi aiuteranno a lavorare meglio, ma non solo.


 1 # Bevi un bicchiere di acqua e limone appena alzato

Questo è il suggerimento del secolo.

Lo ritroviamo dappertutto da Facebook, alla rivista che si occupa di benessere, lo ascoltiamo in tv e dalle signore ben informate. Senza addentrarci in complicati discorsi, bere acqua appena alzati è utile perché idrata il corpo a digiuno di liquidi per tutto il tempo della permanenza a letto durante il sonno notturno.

Per non “insultare” il corpo, ancora caldo di coperte, è buona norma non bere acqua troppo fredda, anzi meglio se leggermente tiepida, alla stessa temperatura del corpo 37° gradi circa

2 #  Svegliati presto! 

alarm clock

 Questa è una nota dolente. La sveglia puntata alle prime ore del mattino è inaccettabile per molte persone. Ma anche questa è un’abitudine.
Bisogna resistere i primi giorni , ma poi ci si sveglierà naturalmente.

Certo non è possibile conciliare le “ore piccole” con la sveglia puntata alle 5!

I vantaggi di alzarsi presto 
Dopo il riposo notturno il cervello è nelle condizioni ottimali per lavorare ed essere pronto e vigile. Un altro aspetto da considerare è la tranquillità delle prime ore del mattino. Pochi rumori, il resto della casa che dorme, atmosfera ideale per essere produttivi.
Svegliarsi presto ci darà la possibilità di affrontare la giornata nel migliore dei modi.

3 # L’igiene dentale 

lavare i denti

Un’altra abitudine da coltivare appena svegli è l’igiene dentale. Lavare i denti con abbondante acqua e con un ottimo dentifricio libererà la bocca da tutti i residui accumulati durante la notte.

Una pratica da associare alla pulizia dei denti è quella della detersione della lingua.
Questa abitudine, di derivazione yogica, migliorerà il tuo alito e ti consentirà di assaporare meglio la colazione.
Alcuni spazzolini sono già provvisti di un raschietto per la pulizia linguale. Esistono anche degli attrezzi dedicati che con delicatezza riescono a pulire la lingua in profondità. Ecco alcuni esempi

4 # Stretching

streching

 Avere qualche minuto in più al mattino ci consentirà di effettuare qualche esercizio di stretching.
Distendere i muscoli dopo il riposo notturno è una pratica salutare che rimedierà a tutti gli antipatici dolorini che ci affliggono appena alzati.

Quali esercizi svolgere?

Basta fare un giro in rete , soprattutto su youtube per trovare spunti interessanti. Il consiglio, soprattutto se siamo poco allenati, è quello di non esagerare. Pochissimi minuti e altrettanto pochi esercizi all’inizio possono bastare.

Col passare del tempo verrà naturale dedicare qualche minuto in più all’allenamento fisico e gli esercizi di stiramento si potranno trasformare in asana yoga. Fate sempre attenzione, soprattutto per chi soffre di problemi alla schiena.

Ecco alcuni utili link
meditazione


Meditare fa bene. Anche la scienza ufficiale ha sancito la validità di questa pratica mutuata dalle antiche tradizioni orientali. 
Basteranno pochi minuti di pausa, cercando di fare il vuoto nella testa e i benefici che ne scaturiranno saranno tangibili.

Le tecniche? Ne esistono molte, ma non mi farei irretire da questo particolare.

Meditare significa fermarsi, stare in luogo tranquillo ad ascoltare il ritmo del proprio respiro. Nulla di complicato. Non esiste una meditazione fatta bene. Chiaramente fermarsi a meditare in un momento di particolare eccitazione non è consigliabile. Anche in questo caso il web è pieno di video e siti che ci danno le dritte giuste.

6 # Organizzati con le liste


Scrivere le cose da fare durante il giorno è di grande aiuto. Fissare sulla carta gli obiettivi del giorno ci aiuterà a realizzarli. Siate precisi, non vaghi, focalizzatevi su azioni concrete e non astratte. Non create elenchi lunghissimi con decine di cose da fare, ma fissate solo le tre cose più importanti e fate in modo di portarle a termine. Liste con molti elementi non verranno mai completate dando la sensazione di fallimento. Se vuoi approfondire leggi: 

7 # Ascolta musica o un audiolibro 

musica per il cervello


La musica è pane per il cervello.


Nella tua routine mattutina non può mancare un momento dedicato all’ascolto di una playlist. Se ti serve sprint ti orienterai su musica che ti dia energia, se la giornata è dedicata al relax allora opta per una compilation soft. Una valida alternativa è l’ascolto di un podcast o di un audiolibro.

Ricordate! La mente va sempre e costantemente alimentata. 

Ecco le mie playlist preferite

Dopo aver parlato delle buone abitudini, non mi resta che sottolineare quelle da evitare.

7 bis # Cattive abitudini da evitare. 


tazzina di caffè

  • Cellulare Molte persone hanno l’abitudine di attaccarsi allo smartphone appena alzati per controllare la posta elettronica o accedere ai social. Evitate questa infausta abitudine. Dedicatevi a voi stessi come vi ho detto e dopo, molto dopo accendete lo smartphone.
  •  Caffè Anche abbondare in caffè e stimolanti non è una buona abitudine. Il corpo appena sveglio è già pronto ad affrontare la giornata e non ha alcun bisogno di altri supporti. Rimandate il caffè a metà mattinata.


L’ultima raccomandazione.


 Non cambiate le abitudini nel week end . La tentazione di svegliarsi tardi quando non si va al lavoro è forte. Le abitudini, però sono tali se vengono coltivate quotidianamente e non ammettono eccezioni

Niente di complicato vero? Che ne pensate?

Raccontatelo nei commenti.

giovedì 27 luglio 2017

Strategia di web marketing in 9 passi per il vostro post

Perché nessuno mi legge? Questa è l'ossessione principale di un blogger.

web marketing

Avere un pubblico soddisfa senza dubbio il nostro ego, premia il nostro lavoro, e ci può anche portare dei piccoli guadagni con qualche link di affiliazione o con il buon vecchio e caro Adsense.

I contenuti presenti in rete sono, però così numerosi che riuscire a ritagliarsi un proprio spazio è impresa ardua e difficile. Ma non impossibile.

Seguite a leggere il post, cercherò di fornire dei consigli utili e non banali per dare una spinta al vostro blog.

Premessa

Comincio col dire che tutte le azioni che vi suggerirò sono legate una all’altra e che per avere un buon successo nessuna di esse va trascurata.

Si tratta di una strategia globale con un unico grande obiettivo: mettere il turbo al nostro blog.

Prima di parlare di tecnicismi è fondamentale partire da un assioma: i contenuti sono al centro della vostra strategia.
Un vecchio adagio che non tramonta mai.
Scegliete un argomento che vi piace, su cui avete un minimo di competenze iniziali e partite da esso per costruire il vostro blog e aiutarlo a crescere.

Entriamo nel merito delle azioni da compiere

#1 Contenuti di valore


Il consiglio sembra scontato, ma non lo è affatto.

Quante volte ci imbattiamo in siti o blog che promettono tanto, ma sono desolatamente privi di valore?

Tante, tantissime volte.

Spesso "iciampiamo" in titoli accattivanti forieri di contenuti interessanti, ma poi  scopriamo che si tratta di poche righe scritte male.Si tratta del fenomeno del click baiting che  è addirittura in aumento, soprattutto tra i social.

Operare in questa maniera produrrà traffico momentaneo, ma non fidelizzerà nessun lettore.

Non fatevi tentare, quindi dalla cosiddetta “strada facile”.

La vostra strategia di content marketing, parte  dalla creazione di contenuti di valore.

Il primo passo, in questa direzione è di capire quali sono gli argomenti che più possano interessare il vostro potenziale pubblico.

Per avere un’idea precisa di ciò non resta che scandagliare il web.

Trend topic di twitter, articoli con un gran numero di condivisioni, aggregatori di notizie tipo Reddit, o di feed come Feedly o il sempreverde Google Alert sono degli strumenti utili per conoscere quello che i lettori prediligono.

Non è finita qui. A questo punto dobbiamo aggiungere quel qualcosa in più al nostro post per renderlo unico.

Come fare? La parola magica è approfondimento.


Cerchiamo di conoscere  perfettamente l’argomento che stiamo trattando, in modo da offrire al lettori dei nuovi spunti, delle nuove chiavi di lettura, delle nuove opportunità.

#2 Siate originali!

Il vostro stile deve essere subito perfettamente riconoscibile. Il vostro modo di scrivere unico e originale.

Il tono, le parole che usate, vi devono rendere unici.

Il solo modo di emergere è quello di distinguersi!

Non copiate!

 La tentazione è forte, lo so, magari non lo fate sempre, ma arriva quel giorno che non vi viene in mente niente, e tutti gli argomenti vi appaiono stantii.

Cosa c’è di più semplice che prendere un articolo scritto da altri e saccheggiarlo a vostro uso e consumo.

Il senso di colpa vi assalirà, ma svanirà in un attimo.

Vi convincerete  che nulla di male avete fatto.

Vi sbagliate!

Copiare non solo è eticamente scorretto, ma è anche penalizzante da un punto di vista pratico. I motori di ricerca si accorgeranno del contenuto duplicato e penalizzeranno il vostro sito.
Questo non vuol dire che non si possa prendere spunto dal lavoro fatto da altri, anzi questo significa documentarsi. Citate, però sempre le fonti.

3# Scrivete tanto

scrivere

Non c’è niente di peggio di un buon titolo cui segue un post con poche righe.

Questo suggerimento è valido sia come aspetto generale che particolare in ottica SEO. E’ chiaro che non è possibile avere contenuti di valore descritti in poche righe. Un testo breve, benché sia più leggibile non sarà esaustivo e poco apporterà in termini di novità al lettore.

I motori di ricerca, poi privilegiano gli scritti lunghi, gratificandoli di un migliore posizionamento seguendo la logica per cui in uno scritto contenente molto testo vi sono maggiori informazioni.

Diamo i numeri!

1200. Questo il numero minimo di parole da utilizzare in un post. Tale limite si sta spostando nel corso degli anni sempre più avanti. Non è raro trovare articoli che arrivano a più di 2000 parole. Per ora non esageriamo e cerchiamo di non scrivere post al di sotto delle 1200 parole.

4# Contenuti regolari


Non possiamo abbandonare i nostri lettori.

Essi si aspettano sempre nuovi articoli e se non li troveranno con una certa frequenza tenderanno ad abbandonarci. L’abitudine è quella di scrivere regolarmente, almeno un post alla settimana, meglio se due.

Lo so la cosa non è facile soprattutto alla luce delle raccomandazioni precedenti: documentazione, cura dei contenuti e lunghezza del post sono esigenze che mal si sposano col tempo a disposizione.

Non abbiamo alternative, scrivere con continuità è una condizione necessaria ed indispensabile.

5# Utilizzate un modello


E’ utile avere un modello, una sorta di schema di passi da compiere, quando ci accingiamo  a scrivere un blog post.

Cominciamo dal titolo.

Il titolo è in assoluto la cosa più importante perché è l’elemento che ci spinge a leggere un post. Attenzione, quindi alla scelta delle parole. Un buon titolo deve attirare l’attenzione, serve per colpire l’immaginazione del lettore.

Il primo paragrafo è il sunto di quanto ci accingiamo a leggere.

In poche righe spieghiamo al lettore il contenuto del nostro post.

Il paragrafo introduttivo è importante , è quello in cui prendiamo un impegno col lettore, quello in cui deve nascere il desiderio di leggere la restante parte del post.

Azioni!
Questo è un altro elemento che non deve mancare! Il lettore deve essere chiamato a contribuire allo sviluppo del post.
Chiedete commenti, iscrizioni alla newsletter, condivisione sui social media.

Volete consigli su come essere organizzati?
Leggete: Come essere felici con le liste

6# Stile e formattazione

Non solo sostanza, ma anche forma.

Così si potrebbe riassumere questo punto.

Il nostro articolo dovrà essere leggibile, gradevole alla vista e ricco di contenuti visuali.
Tutto deve contribuire a riscuotere l’attenzione del lettore.

Partiamo dallo stile.

Il nostro modo di scrivere deve essere originale  e riconoscibile. I lettori, così si affezioneranno al nostro stile di scrittura.

La formattazione è un altro aspetto da tenere nel debito conto.

 Lavoriamo sulle interlinee, sugli elenchi puntati e numerati, sulla spaziatura del testo. Tutto contribuisce alla migliore leggibilità del nostro testo.

Un altro aspetto importante è quello di considerare la visibilità e la leggibilità sulle piattaforme mobili, smartphone e tablet in testa.


# 7 Scrivi SEO (Search Engine Optimization) 


Ottimizzare le  parole chiave è fondamentale.

Ho ribadito che la nostra missione è quella di scrivere contenuti validi per i nostri lettori e non per i motori di ricerca, ma non si può certo prescindere da essi.

Scrivere su argomenti interessanti va bene , ma farsi trovare lo è anche di più.

Un minimo di SEO è fondamentale, anche perchè ci aiuta a conoscere gli argomenti che i nostri lettori cercano, quali parole chiave utilizzano per la ricerca e utilizzarle per far trovare altri contenuti correlati col nostro articolo.

Potrebbe interessarti questo articolo che parla di SEO per le immagini

Gli strumenti per la ricerca delle parole chiave sono i classici di Google e SEMrush.

La raccomandazione è la sapiente distribuzione delle parole chiave. Una densità eccessiva non farebbe altro che penalizzare il nostro post

# 8 Sviluppare una strategia di marketing con i social media


I social media costituiscono il più importante mezzo di diffusione dei nostri contenuti (a questo proposito sono molto interessanti gli studi (leggi) di Jonah Berger, professore alla Wharton School che i spiega i meccanismi della "viralita")

Se un nostro scritto avrà successo, sarà condiviso dai nostri lettori che lo trasmetteranno alle loro cerchie di amici che condividono i loro stessi interessi.

Il nostro blog dovrà avere integrati al loro interno i pulsanti di condivisione dei più importanti social media, Facebook in testa.

Non solo i nostri lettori, ma anche noi stessi dobbiamo condividere i nostri scritti, sviluppando un’ efficace strategia di marketing.


# 9 Ottimizza / migliora il tuo contenuto esistente e futuro


L’analisi dei dati ( lo strumento migliore è sempre google analytics) è un altro aspetto fondamentale della nostra strategia di crescita.

Valutare quali post hanno avuto successo e quali minor fortuna, capirne le ragioni, analizzarne le cause.
Questo ci servirà per i nostri post futuri, ma anche per migliorare quelli esistenti.

Buona norma è riprendere proprio i post che meno hanno avuto seguito e migliorali, cominciando dal titolo e proseguendo con le CTA


Conclusioni

Avere successo dipende da tanti fattori, ma essere sprovvisti di una strategia vuol dire essere certi del fallimento.

Riassumendo.

Scrivete regolarmente, cercate di capire quali argomenti interessano i vostri lettori, concentratevi sulla qualità dei contenuti, impegnatevi per scrivere un titolo accattivante, non trascurate la SEO, fate attenzione alla formattazione, non fate mancare contenuti visuali, monitorate l’andamento dei vostri post.

Avete trovato utili questi suggerimenti? Avete delle considerazioni da fare?

Utilizzate i commenti e fatemelo sapere!

E se l’articolo vi è piaciuto perchè non condividerlo?

giovedì 20 aprile 2017

Come essere felici con le liste

"Mi piacciono le liste, mi piace l'ordine, mi piace avere tutto sotto controllo" - Sandra Bullock

to do list

Le liste non mi erano mai piaciute. 


Elencare, punto per punto, le cose da fare mi sembrava un lavoro inutile e stressante. Credevo molto nella flessibilità, nell’essere creativo saltando da una cosa all’altra di continuo.

Mille cassetti aperti da chiudere e riaprire  a mio piacimento.

Per molto tempo questo approccio, poco organizzato ha dato i suoi frutti, poi le cose sono cambiate.
Gli impegni, soprattutto quelli di lavoro sono aumentati così come quelli familiari.
Scadenze, riunioni, incontri a scuola, telefonate, tasse, bollette, riunioni di condominio.

Un enorme guazzabuglio difficile da tenere sotto controllo. Alla fine mi sono rassegnato e ho cominciato anch'io ad utilizzare le cosiddette to-do list.

Oggi senza di esse non potrei sopravvivere.

I Vantaggi


Ci sono tanti benefici psicologici nel semplice atto di redigere una lista.

Scrivere facilita il ricordo


Fare un  elenco di attività da eseguire è come prendere appunti quando stai leggendo un libro o ascoltando una lezione.

La mente seleziona gli argomenti e i punti che ritiene più importanti, il cervello filtra le informazioni esterne e produce una sorta di riassunto di quanto letto o ascoltato.

Prendere appunti  favorisce il ricordo, le informazioni vengono scolpite ed ancorate nella memoria. Questa  è un’abitudine che un qualsiasi studente di ogni parte del globo conosce e la cui validità è sperimentata da secoli.

Quando si scrive una to do list si compie un meccanismo mentale simile. La mente filtra le cose che abbiamo da fare, le stesse sono poi classificate in ordine di importanza. Una lista ci consente di tenere sempre sotto controllo i nostri impegni che possiamo decidere di svolgere, rimandare o delegare.

Scrivere, poi facilita e tiene vivo il ricordo.

Related: 11 Morning Rituals That Can Change Your Life

2) Obiettivi astratti che diventano concreti

liste


Una lista non è solo un elenco di cose da fare , di appuntamenti  o di scadenze, ma esse si inseriscono anche in un piano strategico più ampio.

Mi spiego meglio.

Non è importante lavorare per molte ore al giorno, ma riuscire a cogliere gli obiettivi che ci siamo prefissati. Si tratta spesso di  obiettivi ambiziosi, astratti che si spera di ottenere nel corso di un periodo di settimane o mesi.

Il problema, però, è che sono difficili da raggiungere a meno non di suddividerli in obiettivi intermedi, più piccoli e più facili da realizzare. A questo scopo una lista con un insieme coerente di azioni concrete su base giornaliera, settimanale e mensile diventa indispensabile ed è la soluzione ottimale per centrare ciò che siamo prefissi.

Supponiamo che il nostro progetto sia quello di scrivere un libro.
Dovremo compiere delle ricerche e documentarci, poi passeremo ore a ore a scrivere e infine ci dedicheremo alla correzione e alle modifiche.

Un metodo per riuscire è quello di stabilire degli obiettivi minori all’interno del progetto maggiore. L’obiettivo astratto verrà definito attraverso una miriade di obiettivi concreti e tangibili. Mettendo insieme i tasselli di questo puzzle ci troveremo col nostro libro pronto per la stampa.

Il pericolo numero uno


Procrastinazione, la belva maledetta

Perchè non riesco a realizzare i compiti che ho segnato sulla mia lista?

I luoghi di lavoro sono fonte di distrazione e piena di imprevisti. Il flusso quotidiano di strumenti-mail e messaggistica soffocano le attività programmate, per non parlare delle distrazioni rappresentate dai social tipo Facebook o Whatsapp. Un altro ostacolo sono le riunioni che cominciano in ritardo e durano sempre molto di più di quanto stabilito.

Lo sforzo che dobbiamo compiere è quello di liberare spazio nella nostra  giornata per eseguire i compiti che ci siamo prefissi.

E se proprio non riuscissimo a barrare le voci della nostra to do list?

Non lasciamo le cose in sospeso, ma utilizziamo il calendario per riprogrammare le attività che per mancanza di tempo non siamo riusciti ad eseguire.

Il demone da tenere a bada, però è quello della procrastinazione.

Mirabile la descrizione fatta da Edgar Allan Poe: ...Abbiamo di fronte un compito cui dobbiamo rapidamente adempiere, sappiamo che sarebbe rovinoso ritardarlo, la più importante crisi della nostra vita ci sprona, con squillo di tromba, a una energica, immediata azione. Bruciamo, siamo consumati dall'impazienza di cominciare il lavoro, nella previsione di un favorevole risultato, tutto il nostro animo è in fiamme. E necessario cominciare oggi e tuttavia rimandiamo tutto a domani… perché?...

Continua a leggere : Edgar Allan Poe e il procrastinare.

ed ancora Overcoming Procrastination Manage Your Time. Get It All Done.

liste


Il pensiero a lungo termine


Pensare a lungo termine aiuta. Il nostro cervello si mette in una condizione attiva, proiettata al futuro. Programmare con congruo anticipo le cose da fare consentirà di assegnare il giusto tempo alle varie attività che servono per la realizzazione dei nostri obiettivi.

La manutenzione del calendario è decisiva per avere sempre un quadro preciso di quello che c’è ancora da fare e di quello che è stato fatto.

In alcuni casi è possibile delegare e questa è un'opportunità importante da non trascurare.

La manutenzione del calendario è di per sé un esercizio utile per combattere la marea di interruzioni che intervengono nel corso della giornata.

Un buon metodo è quello di pianificare le attività da compiere con  un paio di settimane in anticipo quando il calendario ha ancora spazi vuoti . Si tratta di aggiungere in tempo compiti che sono cruciali per il raggiungimento degli obiettivi a lungo termine.

E’ utile assegnare delle priorità, cercare di evidenziare cioè quali sono le cose più importanti distinguendole da quelle minori.
Una visione generale del calendario con scadenze e priorità ci donerà un quadro chiaro della situazione, ci spingerà a compiere per tempo le azioni necessarie al raggiungimento dei nostri scopi, non ultima la possibilità di delegare.

Potrebbe interessarti la teoria di David Allen: Getting This Done

Questo il link di Amazon per il libro di Allen

Qualunque sia il nostro obiettivo è fondamentale redigere una lista di cose da fare, descrivere passo dopo passo le azioni da intraprendere per realizzare i nostri scopi.

Guardare a lungo termine, ci consentirà di essere meglio organizzati, suddividere i compiti ci consentirà di tenere traccia dei nostri progressi e ci darà la possibilità di approfondire al meglio gli aspetti di ogni nostro progetto.
Quali strumenti usare?
Non c’è che l’imbarazzo della scelta. Esistono, infatti tantissime applicazioni che ci consentono di tenere traccia dei nostri impegni e che ci avvertono quando msi avvicina il tempo della scadenza.

Ecco un breve elenco:






lunedì 10 aprile 2017

Content Marketing: i ferri del mestiere

I ferri del mestiere del Content Marketing

ferri del mestiere


Il meccanico, per riparare auto, ha bisogno di chiavi, cacciaviti, martelli, supporti, cric. Il muratore non potrà lavorare senza  i suoi attrezzi. Un pittore senza tavolozza non potrebbe dipingere. Il chirurgo non potrebbe operare senza bisturi.

Ogni attività ha bisogno dei suoi indispensabili  ferri del mestiere.

 E questo vale anche per il Content Marketing. Senza una serie di strumenti web non si raggiungeranno risultati apprezzabili.

Related: Content Marketing Trends and Predictions for 2017

 Meglio sgombrare il campo dagli equivoci,non basta un programma di videoscrittura efficiente e tanta creatività per produrre articoli validi. Ci vuole molto altro.

Il mondo del web, sempre in frenetica evoluzione, chiede ai curatori di contenuti di arricchire i propri prodotti con contenuti visuali accattivanti, con infografiche esaustive, con podcast e video esplicativi.

 Non finisce qui!

 Una volta completati ci dovremo occupare della divulgazione dei contenuti che abbiamo realizzato.

 E anche qui ci vogliono gli strumenti giusti.

 Andiamo con ordine, altrimenti rischio di perdermi anch’io.

 Cercherò di stabilire una serie di step successivi.

 #1 La generazione di idee



 E’ il primo punto , forse quello più importante. Dobbiamo pensare all’argomento che vogliamo affrontare. Lo dobbiamo fare però, seguendo i gusti dei lettori dobbiamo scoprire ciò che maggiormente interessa loro.

 Mettiamo allora i panni di Sherlock Holmes o quelli di Nero Wolfe e setacciamo il web alla ricerca di quello che i lettori chiedono di sapere.

 # 1.1 Gli strumenti


 Reddit 

 Reddit è un aggregatore di notizie. Gli iscritti segnalano news e articoli dalle più svariate fonti che vengono votate dagli iscritti.Esistono tante categorie generali all’interno delle quali esistono centinaia di sottocategorie, dette subreddit. Analizzando le notizie che raccolgono il maggior numero di voti ci rendiamo conto di quali sono gusti e le tendenze del momento.
Reddit rappresenta una vera e propria miniera di idee da cui trarre spunto e ispirazione

 Tips: la politica di Reddit è molto severa. Un’accurata moderazione elimina all’istante contenuti di tipo spam o il tentativo di postare articoli dei propri blog. La lingua di Reddit, manco a dirlo è l’inglese, ma esiste un numeroso subreddit Italy in cui vengono postati contenuti in Italiano.

 Quora

 Quora è un po’ sullo stile di Yahoo Answer, domande e risposte sui più svariati temi . A differenza di answer, le domande sono meno fantasiose e le risposte vengono da un pubblico più colto e preparato . Quora è un’ottima fonte di ispirazione, dal tipo di domande e dal numero di risposte si può arguire quali sono i dubbi, le perplessità e gli argomenti che più interessano.

content marketing

# 2 Alla scoperta di contenuti interessanti


 A questo punto del percorso abbiamo le idee chiare. Gli strumenti di cui ho parlato sopra sono stati fonte di ispirazione: ora sappiamo qual è l’argomento da trattare.
E’ il momento di approfondire.. Dobbiamo documentarci, acquisire informazioni, cercando di creare un contenuto che abbia un vero valore aggiunto per i nostri lettori.

 Quale strumento utilizzare?

 Vi suggerisco Feedly.

 Feedly è un aggregatori di feed. Il funzionamento è molto semplice. Ci si iscrive ai feed o blog che trattano degli argomenti che ci interessano in modo da avere rapidamente a portata di mano tutte le fonti più interessanti. In tal modo possiamo scandagliare a fondo i contenuti più interessanti che viaggiano sul web e approfondire le nostre conoscenze.
Suggerimento: non esagerate con le iscrizioni, sarebbe difficile, infatti monitorare un gran numero di feed a tutto discapito dell’efficienza.

 # 3 L’organizzazione


 Il lavoro preparatorio non è ancora finito. Ora dobbiamo organizzare tutto il materiale che abbiamo raccolto. A questo scopo vi suggerisco due strumenti.

#3.1 Trello.
Trello è uno strumento di collaborazione per team che può essere usato anche singolarmente. L’idea di base è quella di avere a disposizione una lavagna, su cui inserire delle liste che altro non sono che un insieme di schede. Immaginiamola come una lavagna su cui in maniera organizzata appiccichiamo dei post it. Trello è di grande aiuto per organizzare i contenuti, per creare delle check list o dei To Do. Con Trello possiamo stabilire dei punti di avanzamento dei nostri post, possiamo raccogliere le fonti, fare una check list delle cose fatte e di quelle ancora da compiere. Ve lo suggerisco, anche perché è gratuito.

#3.2  Pocket
Uno strumento molto potente è Pocket.
Cosa fa Pocket? Con questo strumento possiamo archiviare le pagine web in cui ci imbattiamo in modo da poterle consultare con calma e anche off line. Utilissimo perché ci consente di avere più tempo a disposizione per analizzare i contenuti interessanti, di approfondire e aumentare la conoscenza sugli argomenti che ci accingiamo a trattare. E’ un classico “lo leggo dopo”, catturo la pagina web e poi con calma la analizzo.

Si conclude la prima fase

seo


 Questa è solo la prima fase del processo di costruzione di un articolo o di un post.
Subito dopo viene la parte più tecnica, quella relativa alla stesura dell’articolo, della scelta del titolo, dell’impaginazione, delle tecniche SEO  ( ti potrebbe interessare questo post relativo alla SEO per le immagini)e dell’aggiunta di contenuti visuali (qui invece un po' di risorse gratuite per le immagini).

In questo articolo trovate: 3 Social Media Design Tools That Create Stunning Images

 In seguito ci si dovrà occupare della diffusione e della condivisione  dei contenuti sui vari canali dall’email ai social .

 Per tutte le operazioni sopra elencate esistono degli strumenti in grado di facilitarci la vita e di farci perdere meno tempo possibile aumentando allo stesso modo la produttività.

 Li passerò al setaccio nella seconda parte di questo articolo che posterò tra pochi giorni. Per adesso mi interesserebbe sapere se i miei suggerimenti sono stati utili e se avete altri tools da suggerirmi.
Scrivetelo nei commenti, sarò ben felice di leggere le vostre argomentazioni e i vostri suggerimenti.

mercoledì 22 marzo 2017

SEO per le immagini

SEO_google

In questo post mi propongo di darvi dei consigli su come ottimizzare le immagini in chiave SEO.

E’ probabile che che la tua situazione sia quella di un blogger alla disperata ricerca di visite per il blog ( a questo proposito interessante l'articolo sui consigli di Jonah Berger per far diventare "contagiosa" una notizia o un articolo): Diventare contagiosi con i consigli di Jonah Berger

La fonte principlae da cui provengono la maggior parte degli accessi a un sito web o a un blog resta ancora il buon vecchio Google, il motore di ricerca per eccellenza.

Esistono molti articoli, forse troppi, che danno consigli su come ottimizzare i contenuti del nostro blog per renderli appetibili a Google, ma come dicevo sopra, oggi cercherò di darvi qualche dritta su come è possibile ottimizzare le immagini in chiave SEO.

Related: ecco i consigli di Jeff Bullas su come ricavare qualche soldino dal tuo blog:
6 Top Ways to Make Money Blogging in 2016 💰💰💰💰💰💰💰💰💰

Una rapida panoramica


Come potrete immaginare i bot di Google, ma anche quelli di Bing o Yahoo setacciano  miliardi di contenuti web allo scopo di presentare nelle prime posizioni i risultati più congruenti, quelli cioè che meglio rispondono alle richieste degli internauti.

Cosa succede quando essi incontrano delle immagini?

I sofisticati spider dei motori di ricerca non possono certo “vedere” l’immagine contenuta all’interno di un articolo, come farebbe un uomo. Per sapere di che immagini si tratti viene letto il testo alternativo,l’attributo  ALT.


Dobbiamo dare un nome alle nostre immagini


La prima regola da rispettare è dare un nome significativo al file immagine che carichiamo all’interno del nostro blog. Molto spesso, a volte solo per pigrizia i file di immagini hanno nomi del tipo img001.jpg oppure untitled.png o ancora dei nomi che poco o nulla hanno a che fare col contenuto del nostro articolo.
Questo è il primo errore da evitare il nome del file deve essere appropriato rispetto alle notizie che stiamo postando.
Un’immagine all’interno di un articolo come questo che sto scrivendo potrebbe essere :”SEO-per-immagini”. Molto poco senso avrebbe avere un’immagine col nome file luna.jpg oppure immagine01.png!
Avrete notato che ho inserito dei trattini tra le parole, questo perché i bot non interpretano gli spazi. I trattini, invece vengono interpretati correttamente come spazi di separazione.

SEO for images

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Utilizzare l’attributo ALT


Molti di voi conoscono questo attributo del tag html “img search” ALT  che sta semplicemente per testo alternativo. Esso svolge delle importanti funzioni, basti pensare ai software per non vedenti che al passaggio del mouse su un’immagine leggono all’utente il testo alternativo dando una spiegazione di cosa rappresenti l’immagine.
In chiave SEO l’attributo ALT è quello che i motori di ricerca leggono ed è quindi di fondamentale importanza. Ancor più essenziale che all’interno di esso compaia una keyword, una parola chiave.

La tecnica


Chi preferisce scrivere in html saprà bene come inserire l’attributo ALT. Il tag per l’inserimento di un’immagine è  <img search=”nome file o url” alt=”descrizione”>.

Se, invece non hai dimestichezza col mondo HTML e i suoi tag, niente paura sia in Blogger che in Wordpress, ma in pratica in tutti i CMS l’inserimento dell’attributo ALT è molto facile.

Se prendiamo, ad esempio la piattaforma di blogging di Google, Blogger , una volta inserita un’immagine cliccando su di essa compare l’immagine che vedrete di seguito. Cliccando su “proprietà” comparirà un pop up in cui inserire la descrizione dell’immagine, in pratica il contenuto del tag ALT.

Testo alternativo per SEO


Stessa cosa più meno anche per l’ambiente Wordpress.

L’attributo Title

Sia in blogger che in Wordpress avrete notato che oltre all’attributo ALT ne compare anche un altro che è titolo.
A cosa serve?
L’attributo “Titolo” serve a dare una descrizione maggiormente accurata dell’immagine che abbiamo inserito.
In molti utilizzano la tecnica di inserire in “title” lo stesso contenuto del tag ALT.
Ciò è da evitare!. Primo perché i Bot si concentrano sull’ALT e non sul Titolo, ma anche perché reinserire la parola chiave in titolo comporterebbe quello che in gergo viene definito keyword stuffing, cioè un eccesso di parole chiave che comporterebbe un’automatica penalizzazione della nostra pagina da parte dei motori di ricerca.
In TITLE aggiungete una descrizione diversa utile soprattutto in termini di usabilità del vostro sito

Conclusioni


In queste breve articolo ho tracciato le linee guida per ottimizzare le immagini in chiave SEO. Pochi utili consigli che rivestono, però un ruolo essenziale per dare visibilità al vostro sito o vostro blog.

Nei commenti fatemi sapere se ritenete questi validi! Sarò felice di rispondere!

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giovedì 2 marzo 2017

Diventare "contagiosi" con i consigli di Jonah Berger

Jonah Berger è un professore di marketing presso la Wharton School della University of Pennsylvania e autore del  bestseller Contagious .

Contagious

Nel suo libro (questo il link se desideri acquistarlo) Berger illustra i risultati dei suoi studi sulla viralità e sull’influenza sociale.

Il professore della Wharton School ha analizzato il successo conseguito da alcune campagne pubblicitarie ed ha studiato quali sono stati i comportamenti umani che li hanno resi possibili.

La novità principale e per certi versi sorprendente introdotta da Berger è la seguente:

Solo il 7% dei messaggi virali passa attraverso il web, tutto il resto è passaparola.

Perchè, secondo Berger, è il passaparola che rende contagioso un messaggio?

I messaggi che ci vengono trasmessi attraverso il passaparola sono più persuasivi e convincenti
Chi ci parla in maniera entusiastica dell’ultimo libro che ha letto o del film che ha visto è per noi sicuramente più attendibile di una pubblicità che non può fare altro che lodare il prodotto che intende reclamizzare.

I messaggi veicolati attraverso il passaparola sono  poi più mirati. Parleremo di un certo film, o libro o prodotto a chi sappiamo potrebbe interessare.

Con i Social raggiungiamo un numero maggiore di persone, ma i nostri messaggi si confondono tra l’enorme massa di informazioni che circolano sul web, per cui sono meno efficaci.

Il punto focale del pensiero di Berger è questo:


Quali sono i motivi per cui alcune storie diventano virali e altre no?

Cosa ci spinge alla condivisione?

Procediamo per esclusione.

Secondo Berger non ci sono persone in grado di influenzare gusti, opinioni  altrui.
Gli Influencer, di gran moda nel mondo web, non servono assolutamente a nulla.

Quali sono, allora le ragioni per le quali alcuni messaggi sono più condivisi rispetto ad altri?

Lo scopriamo approfondendo il pensiero del prof. Berger

Parlare, condividere informazioni fa parte della natura umana. Solo alcune informazioni, alcuni messaggi però diventano virali e si diffondono a macchia di olio. Berger intende farci capire come tutto ciò avviene.

Il concetto di viralità

Per lo studioso americano c’è differenza tra il concetto di un  virus che diffonde una malattia e la viralità di un messaggio. Un virus può essere trasmesso a partire da una singola persona e in teoria potrebbe infettare la totalità delle persone con cui viene a contatto. E’ molto difficile, invece che questo avvenga per i messaggi o le informazioni. Diciamo che è probabile che un certo contenuto si diffonda tra un buon numero di persone, ma è difficile che esso raggiunga l’intera popolazione.


Berger identifica sei elementi che rendono contagioso un messaggio.

Questi elementi possono essere abbreviati nell’acronimo STEPPS

Social Currency -Triggers -Emotion -Public -Practical Value -Stories



I sei STEPPS, non sono una ricetta, perchè una ricetta per funzionare bene deve contenere tutti gli ingredienti, cosa che non è vera per gli STEPPS. Un contenuto può diventare virale anche se non sono presenti tutti i sei gli elementi. Ovviamente più ce ne sono meglio è.

Cominciamo col primo degli STEPPS: la social currency, la valuta sociale.

social currency

Siamo portati a condividere quello che ci rende interessanti, portiamo a conoscenza degli altri qualcosa che conosciamo solo noi, a volte anche dei segreti ( per questo nulla può ritenersi tale).

Condividiamo quello che ci rende fighi, alla moda, informati, Insomma tutto quello che ci fa fare bella figura con gli altri.

L’uomo tende a parlare di se stesso, delle cose che ha fatto, dei vestiti che si è comprato, dei ristoranti che ha frequentato o che sta frequentando, delle proprie vacanze.

Per l’uomo è gratificante condividere le proprie esperienze ed è questo il vero motivo del successo dei social network.
Non c’è da sorprendersi!
Le persone preferiscono condividere le informazioni che le fanno apparire interessanti invece che monotone, intelligenti piuttosto che stupide,alla moda invece che noiose, colte invece che ignoranti.
Proprio come si servono del denaro per assicurarsi prodotti o servizi, le persone usano questa valuta sociale per trasmettere un’immagine positiva di sé a parenti, amici e colleghi.

I modi per riuscirci sono tre:


  • trovare ciò che rende originali;
  • sfruttare le meccaniche di gioco
  • far sentire gli altri parte di qualcosa di esclusivo



Alle persone piace vantarsi dei risultati conseguiti: come ad esempio dei follower che  hanno su Twitter, dei propri risultati sportivi, dell'ottima riuscita del figlio alle prese con gli esami universitari

Per Berger sfruttare le meccaniche del gioco vuol dire sfruttare la voglia di esibire i propri successi. I mezzi sono i concorsi, le raccolte punti e tutto quanto ci mette in competizione e in grado di esibire successivamente come siamo stati bravi.
Il trucco sta nel fatto che parlando dei nostri successi, citiamo anche i marchi grazie ai quali li abbiamo conseguiti.

Passiamo al secondo degli STEPPS: gli stimoli


Gli stimoli sono importanti affinché si verifichi il passaparola.

Gli stimoli li possiamo pensare come delle associazioni di idee.
Per esempio pensare al burro fa pensare automaticamente alla marmellata, pensare al caffè fa venire in mente una sigaretta.
Lo stimolo non è niente altro che quello a cui pensiamo più frequentemente, quello che più ci sovviene in mente nel corso di una giornata.
La valuta sociale è il motivo per cui iniziamo a parlare e condividere, ma se continuano a farlo è grazie agli stimoli.
Se è facile pensare a qualcosa, è facile parlarne.

Terzo STEPPS: Le emozioni

rabbia

Berger fa un esperimento selezionando  una serie di articoli molto virali:
Egli riscontra che gli articoli sportivi sono meno virali di quelli relativi alla medicina e all’istruzione.
La spiegazione è semplice: lo sport non aiuta gli altri, come pubblicare una recente scoperta medica

Condividiamo, quindi ciò che è utile e ciò che aiuta.

Analizzando altri articoli molto condivisi Berger fa un’altra interessante scoperta.
Egli nota come alcuni articoli scientifici siano  virali. Eppure la scienza non interessa un numero elevato di persone.

Qual era allora la ragione di questa anomala diffusione?


La spiegazione è tutta nell’emozione che suscita la lettura di una notizia.
Nel caso particolare dell’articolo analizzato da Berger era la meraviglia la ragione del suo successo.
Gli articoli in grado di meravigliare avevano il 30% di probabilità in più di entrare in
classifica.
Più in generale tutti i contenuti a forte contenuto emotivo vengono condivisi di più.

Non tutte le emozioni funzionano.

Funzionano solo quelle che provocano un eccitamento fisico. La distinzione non è tra emozioni positive e negative, ma tra quelle che provocano eccitamento e quelle, come la tristezza che non lo provocano.

A questo proposito vi invito a leggere gli studi di Dacher Keltner e Jonathan Haidt sulla funzione sociale delle emozioni

La stessa regola è valida  per i contenuti online.

Certi siti internet, articoli o video su YouTube provocano più eccitamento di altri. Blog dedicati ai mercati finanziari, articoli su fenomeni di corruzione politica e filmati divertenti favoriranno tutti la sollecitazione che, a sua volta, potrebbe incrementare la condivisione dei contenuti pubblicitari o di altro tipo che compaiono su quelle pagine.

Le emozioni ci spingono all’azione; ci fanno ridere, gridare e piangere, ci inducono a parlare, condividere e fare acquisti.

Perciò, invece di citare dati statistici o fornire informazioni, dobbiamo puntare sui sentimenti.

Related: Content Marketing e stress: 9 validi rimedi


Quarto degli STEPPS: La visibilità


Più una cosa è visibile più è condivisa. Se vedo indossare da tanti una certa maglietta è probabile che la compri anch’io.

Una cosa, anche se di successo non è sempre visibile (si pensi all'intimo). Allora possiamo escogitare uno stratagemma che si chiama residuo comportamentale.

Il residuo comportamentale è formato dalle tracce fisiche che la maggior parte delle azioni e dei comportamenti lascia dietro di sé.
Un esempio sono le borse griffate regalate agli acquirenti. Esse danno visibilità al fatto che è stato acquistato un prodotto di una determinata marca


Valore pratico.

Gli individui scambiano messaggi o idee che abbiano utilità per gli altri.
Scambiare informazioni utili rafforza i legami sociali. Se abbiamo un amico cui piace Napoleone gli invieremo un link in cui se ne parla.

E' probabile che condivideremo notizie in cui si parla di sconti in determinati negozi, di occasioni imperdibili, oppure segnaleremo l'ultima inchiesta in cui è citata la comparazione di prodotti alimentari. Tutto ciò che ha un valore di ordine pratico

Un inciso

Nell’ambito del web non sempre è bene parlare di argomenti di massa,. Essi sono più diffusi, ma noi non identifichiamo nessuno dei nostri conoscenti con cui condividerlo proprio perché comune a molti. Se, invece si tratta di un argomento di nicchia sicuramente lo condivideremo con coloro che ne sono interessati.

Attenzione:la verità non è una discriminante. Se riteniamo che una notizia ha un certo valore pratico essa può essere anche falsa. Per questo si diffondono le bufale

E' importante quando state pensando al vostro prossimo post, verificare se esso ha valore pratico.

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Storie

emozioni

Le favole greche di Esopo  finivano sempre con la frase O Mutos Deloi Oti ( Il racconto ci insegna che). Attraverso una storia si trasmette un valore morale o un insegnamento. La stessa cosa per le parabole evangeliche.

Related: le favole di Esopo

I lettori sono più interessati alle storie che alle narrazioni
Le storie, infatti, contengono una lezione o una morale, un’informazione o un consiglio
Una storia, dunque, può fungere da contenitore, da vettore che faciliti la trasmissione
di informazioni agli altri. Il messaggio che vogliamo propagandare viene racchiuso all’interno di una storia, ne è parte integrante, ma nascosta.


Se volete creare dei contenuti contagiosi, cercate di costruire il vostro cavallo di Troia, senza però dimenticarvi  del concetto di viralità utile: assicuratevi che le informazioni che volete vengano ricordate e trasmesse siano utili oltre che parte integrante della narrazione
Potete raccontare storie divertenti, sorprendenti o avvincenti, ma farlo non vi servirà a molto se nessuno poi potrà ricollegarle a voi, anche se dovessero diventare virali.

Ricapitolando ecco i sei STEPPS di Berger


VALUTA SOCIALE Condividiamo quello che ci fa fare bella figura con gli altri.

STIMOLI Se è facile pensare a qualcosa, è facile parlarne.

REAZIONI EMOTIVE Quando teniamo a qualcosa, lo condividiamo.

VISIBILITÀ PUBBLICA Se qualcosa è fatto per essere visibile, ha buone potenzialità di crescita.

VALORE PRATICO Informazioni utili

STORIE Le informazioni si trasmettono con quelle che a prima vista sembrano semplici chiacchiere.


Conclusioni


Lo studio di Berger ci illumina sui meccanismi di di diffusione delle notizie, ci fornisce una serie di utili riflessioni sul significato di viralità e ci dà ottimi strumenti per mettere in campo delle strategie utili a far crescere il grado di condivisione delle notizie e degli articoli pubblicati sul web.

A questo proposito : Come ottenere più visite senza SEO

Un buon curatore contenuti dovrebbe tenere a mente i sei STEPPS di Berger e farne buon uso.


Nei commenti mi piacerebbe conoscere il vostro parere e se già conoscevate gli studi di Berger.
Parliamone insieme!
Vi aspetto.