giovedì 27 luglio 2017

Strategia di web marketing in 9 passi per il vostro post

Perché nessuno mi legge? Questa è l'ossessione principale di un blogger.

web marketing

Avere un pubblico soddisfa senza dubbio il nostro ego, premia il nostro lavoro, e ci può anche portare dei piccoli guadagni con qualche link di affiliazione o con il buon vecchio e caro Adsense.

I contenuti presenti in rete sono, però così numerosi che riuscire a ritagliarsi un proprio spazio è impresa ardua e difficile. Ma non impossibile.

Seguite a leggere il post, cercherò di fornire dei consigli utili e non banali per dare una spinta al vostro blog.

Premessa

Comincio col dire che tutte le azioni che vi suggerirò sono legate una all’altra e che per avere un buon successo nessuna di esse va trascurata.

Si tratta di una strategia globale con un unico grande obiettivo: mettere il turbo al nostro blog.

Prima di parlare di tecnicismi è fondamentale partire da un assioma: i contenuti sono al centro della vostra strategia.
Un vecchio adagio che non tramonta mai.
Scegliete un argomento che vi piace, su cui avete un minimo di competenze iniziali e partite da esso per costruire il vostro blog e aiutarlo a crescere.

Entriamo nel merito delle azioni da compiere

#1 Contenuti di valore


Il consiglio sembra scontato, ma non lo è affatto.

Quante volte ci imbattiamo in siti o blog che promettono tanto, ma sono desolatamente privi di valore?

Tante, tantissime volte.

Spesso "iciampiamo" in titoli accattivanti forieri di contenuti interessanti, ma poi  scopriamo che si tratta di poche righe scritte male.Si tratta del fenomeno del click baiting che  è addirittura in aumento, soprattutto tra i social.

Operare in questa maniera produrrà traffico momentaneo, ma non fidelizzerà nessun lettore.

Non fatevi tentare, quindi dalla cosiddetta “strada facile”.

La vostra strategia di content marketing, parte  dalla creazione di contenuti di valore.

Il primo passo, in questa direzione è di capire quali sono gli argomenti che più possano interessare il vostro potenziale pubblico.

Per avere un’idea precisa di ciò non resta che scandagliare il web.

Trend topic di twitter, articoli con un gran numero di condivisioni, aggregatori di notizie tipo Reddit, o di feed come Feedly o il sempreverde Google Alert sono degli strumenti utili per conoscere quello che i lettori prediligono.

Non è finita qui. A questo punto dobbiamo aggiungere quel qualcosa in più al nostro post per renderlo unico.

Come fare? La parola magica è approfondimento.


Cerchiamo di conoscere  perfettamente l’argomento che stiamo trattando, in modo da offrire al lettori dei nuovi spunti, delle nuove chiavi di lettura, delle nuove opportunità.

#2 Siate originali!

Il vostro stile deve essere subito perfettamente riconoscibile. Il vostro modo di scrivere unico e originale.

Il tono, le parole che usate, vi devono rendere unici.

Il solo modo di emergere è quello di distinguersi!

Non copiate!

 La tentazione è forte, lo so, magari non lo fate sempre, ma arriva quel giorno che non vi viene in mente niente, e tutti gli argomenti vi appaiono stantii.

Cosa c’è di più semplice che prendere un articolo scritto da altri e saccheggiarlo a vostro uso e consumo.

Il senso di colpa vi assalirà, ma svanirà in un attimo.

Vi convincerete  che nulla di male avete fatto.

Vi sbagliate!

Copiare non solo è eticamente scorretto, ma è anche penalizzante da un punto di vista pratico. I motori di ricerca si accorgeranno del contenuto duplicato e penalizzeranno il vostro sito.
Questo non vuol dire che non si possa prendere spunto dal lavoro fatto da altri, anzi questo significa documentarsi. Citate, però sempre le fonti.

3# Scrivete tanto

scrivere

Non c’è niente di peggio di un buon titolo cui segue un post con poche righe.

Questo suggerimento è valido sia come aspetto generale che particolare in ottica SEO. E’ chiaro che non è possibile avere contenuti di valore descritti in poche righe. Un testo breve, benché sia più leggibile non sarà esaustivo e poco apporterà in termini di novità al lettore.

I motori di ricerca, poi privilegiano gli scritti lunghi, gratificandoli di un migliore posizionamento seguendo la logica per cui in uno scritto contenente molto testo vi sono maggiori informazioni.

Diamo i numeri!

1200. Questo il numero minimo di parole da utilizzare in un post. Tale limite si sta spostando nel corso degli anni sempre più avanti. Non è raro trovare articoli che arrivano a più di 2000 parole. Per ora non esageriamo e cerchiamo di non scrivere post al di sotto delle 1200 parole.

4# Contenuti regolari


Non possiamo abbandonare i nostri lettori.

Essi si aspettano sempre nuovi articoli e se non li troveranno con una certa frequenza tenderanno ad abbandonarci. L’abitudine è quella di scrivere regolarmente, almeno un post alla settimana, meglio se due.

Lo so la cosa non è facile soprattutto alla luce delle raccomandazioni precedenti: documentazione, cura dei contenuti e lunghezza del post sono esigenze che mal si sposano col tempo a disposizione.

Non abbiamo alternative, scrivere con continuità è una condizione necessaria ed indispensabile.

5# Utilizzate un modello


E’ utile avere un modello, una sorta di schema di passi da compiere, quando ci accingiamo  a scrivere un blog post.

Cominciamo dal titolo.

Il titolo è in assoluto la cosa più importante perché è l’elemento che ci spinge a leggere un post. Attenzione, quindi alla scelta delle parole. Un buon titolo deve attirare l’attenzione, serve per colpire l’immaginazione del lettore.

Il primo paragrafo è il sunto di quanto ci accingiamo a leggere.

In poche righe spieghiamo al lettore il contenuto del nostro post.

Il paragrafo introduttivo è importante , è quello in cui prendiamo un impegno col lettore, quello in cui deve nascere il desiderio di leggere la restante parte del post.

Azioni!
Questo è un altro elemento che non deve mancare! Il lettore deve essere chiamato a contribuire allo sviluppo del post.
Chiedete commenti, iscrizioni alla newsletter, condivisione sui social media.

Volete consigli su come essere organizzati?
Leggete: Come essere felici con le liste

6# Stile e formattazione

Non solo sostanza, ma anche forma.

Così si potrebbe riassumere questo punto.

Il nostro articolo dovrà essere leggibile, gradevole alla vista e ricco di contenuti visuali.
Tutto deve contribuire a riscuotere l’attenzione del lettore.

Partiamo dallo stile.

Il nostro modo di scrivere deve essere originale  e riconoscibile. I lettori, così si affezioneranno al nostro stile di scrittura.

La formattazione è un altro aspetto da tenere nel debito conto.

 Lavoriamo sulle interlinee, sugli elenchi puntati e numerati, sulla spaziatura del testo. Tutto contribuisce alla migliore leggibilità del nostro testo.

Un altro aspetto importante è quello di considerare la visibilità e la leggibilità sulle piattaforme mobili, smartphone e tablet in testa.


# 7 Scrivi SEO (Search Engine Optimization) 


Ottimizzare le  parole chiave è fondamentale.

Ho ribadito che la nostra missione è quella di scrivere contenuti validi per i nostri lettori e non per i motori di ricerca, ma non si può certo prescindere da essi.

Scrivere su argomenti interessanti va bene , ma farsi trovare lo è anche di più.

Un minimo di SEO è fondamentale, anche perchè ci aiuta a conoscere gli argomenti che i nostri lettori cercano, quali parole chiave utilizzano per la ricerca e utilizzarle per far trovare altri contenuti correlati col nostro articolo.

Potrebbe interessarti questo articolo che parla di SEO per le immagini

Gli strumenti per la ricerca delle parole chiave sono i classici di Google e SEMrush.

La raccomandazione è la sapiente distribuzione delle parole chiave. Una densità eccessiva non farebbe altro che penalizzare il nostro post

# 8 Sviluppare una strategia di marketing con i social media


I social media costituiscono il più importante mezzo di diffusione dei nostri contenuti (a questo proposito sono molto interessanti gli studi (leggi) di Jonah Berger, professore alla Wharton School che i spiega i meccanismi della "viralita")

Se un nostro scritto avrà successo, sarà condiviso dai nostri lettori che lo trasmetteranno alle loro cerchie di amici che condividono i loro stessi interessi.

Il nostro blog dovrà avere integrati al loro interno i pulsanti di condivisione dei più importanti social media, Facebook in testa.

Non solo i nostri lettori, ma anche noi stessi dobbiamo condividere i nostri scritti, sviluppando un’ efficace strategia di marketing.


# 9 Ottimizza / migliora il tuo contenuto esistente e futuro


L’analisi dei dati ( lo strumento migliore è sempre google analytics) è un altro aspetto fondamentale della nostra strategia di crescita.

Valutare quali post hanno avuto successo e quali minor fortuna, capirne le ragioni, analizzarne le cause.
Questo ci servirà per i nostri post futuri, ma anche per migliorare quelli esistenti.

Buona norma è riprendere proprio i post che meno hanno avuto seguito e migliorali, cominciando dal titolo e proseguendo con le CTA


Conclusioni

Avere successo dipende da tanti fattori, ma essere sprovvisti di una strategia vuol dire essere certi del fallimento.

Riassumendo.

Scrivete regolarmente, cercate di capire quali argomenti interessano i vostri lettori, concentratevi sulla qualità dei contenuti, impegnatevi per scrivere un titolo accattivante, non trascurate la SEO, fate attenzione alla formattazione, non fate mancare contenuti visuali, monitorate l’andamento dei vostri post.

Avete trovato utili questi suggerimenti? Avete delle considerazioni da fare?

Utilizzate i commenti e fatemelo sapere!

E se l’articolo vi è piaciuto perchè non condividerlo?

giovedì 20 aprile 2017

Come essere felici con le liste

"Mi piacciono le liste, mi piace l'ordine, mi piace avere tutto sotto controllo" - Sandra Bullock

to do list

Le liste non mi erano mai piaciute. 


Elencare, punto per punto, le cose da fare mi sembrava un lavoro inutile e stressante. Credevo molto nella flessibilità, nell’essere creativo saltando da una cosa all’altra di continuo.

Mille cassetti aperti da chiudere e riaprire  a mio piacimento.

Per molto tempo questo approccio, poco organizzato ha dato i suoi frutti, poi le cose sono cambiate.
Gli impegni, soprattutto quelli di lavoro sono aumentati così come quelli familiari.
Scadenze, riunioni, incontri a scuola, telefonate, tasse, bollette, riunioni di condominio.

Un enorme guazzabuglio difficile da tenere sotto controllo. Alla fine mi sono rassegnato e ho cominciato anch'io ad utilizzare le cosiddette to-do list.

Oggi senza di esse non potrei sopravvivere.

I Vantaggi


Ci sono tanti benefici psicologici nel semplice atto di redigere una lista.

Scrivere facilita il ricordo


Fare un  elenco di attività da eseguire è come prendere appunti quando stai leggendo un libro o ascoltando una lezione.

La mente seleziona gli argomenti e i punti che ritiene più importanti, il cervello filtra le informazioni esterne e produce una sorta di riassunto di quanto letto o ascoltato.

Prendere appunti  favorisce il ricordo, le informazioni vengono scolpite ed ancorate nella memoria. Questa  è un’abitudine che un qualsiasi studente di ogni parte del globo conosce e la cui validità è sperimentata da secoli.

Quando si scrive una to do list si compie un meccanismo mentale simile. La mente filtra le cose che abbiamo da fare, le stesse sono poi classificate in ordine di importanza. Una lista ci consente di tenere sempre sotto controllo i nostri impegni che possiamo decidere di svolgere, rimandare o delegare.

Scrivere, poi facilita e tiene vivo il ricordo.

Related: 11 Morning Rituals That Can Change Your Life

2) Obiettivi astratti che diventano concreti

liste


Una lista non è solo un elenco di cose da fare , di appuntamenti  o di scadenze, ma esse si inseriscono anche in un piano strategico più ampio.

Mi spiego meglio.

Non è importante lavorare per molte ore al giorno, ma riuscire a cogliere gli obiettivi che ci siamo prefissati. Si tratta spesso di  obiettivi ambiziosi, astratti che si spera di ottenere nel corso di un periodo di settimane o mesi.

Il problema, però, è che sono difficili da raggiungere a meno non di suddividerli in obiettivi intermedi, più piccoli e più facili da realizzare. A questo scopo una lista con un insieme coerente di azioni concrete su base giornaliera, settimanale e mensile diventa indispensabile ed è la soluzione ottimale per centrare ciò che siamo prefissi.

Supponiamo che il nostro progetto sia quello di scrivere un libro.
Dovremo compiere delle ricerche e documentarci, poi passeremo ore a ore a scrivere e infine ci dedicheremo alla correzione e alle modifiche.

Un metodo per riuscire è quello di stabilire degli obiettivi minori all’interno del progetto maggiore. L’obiettivo astratto verrà definito attraverso una miriade di obiettivi concreti e tangibili. Mettendo insieme i tasselli di questo puzzle ci troveremo col nostro libro pronto per la stampa.

Il pericolo numero uno


Procrastinazione, la belva maledetta

Perchè non riesco a realizzare i compiti che ho segnato sulla mia lista?

I luoghi di lavoro sono fonte di distrazione e piena di imprevisti. Il flusso quotidiano di strumenti-mail e messaggistica soffocano le attività programmate, per non parlare delle distrazioni rappresentate dai social tipo Facebook o Whatsapp. Un altro ostacolo sono le riunioni che cominciano in ritardo e durano sempre molto di più di quanto stabilito.

Lo sforzo che dobbiamo compiere è quello di liberare spazio nella nostra  giornata per eseguire i compiti che ci siamo prefissi.

E se proprio non riuscissimo a barrare le voci della nostra to do list?

Non lasciamo le cose in sospeso, ma utilizziamo il calendario per riprogrammare le attività che per mancanza di tempo non siamo riusciti ad eseguire.

Il demone da tenere a bada, però è quello della procrastinazione.

Mirabile la descrizione fatta da Edgar Allan Poe: ...Abbiamo di fronte un compito cui dobbiamo rapidamente adempiere, sappiamo che sarebbe rovinoso ritardarlo, la più importante crisi della nostra vita ci sprona, con squillo di tromba, a una energica, immediata azione. Bruciamo, siamo consumati dall'impazienza di cominciare il lavoro, nella previsione di un favorevole risultato, tutto il nostro animo è in fiamme. E necessario cominciare oggi e tuttavia rimandiamo tutto a domani… perché?...

Continua a leggere : Edgar Allan Poe e il procrastinare.

ed ancora Overcoming Procrastination Manage Your Time. Get It All Done.

liste


Il pensiero a lungo termine


Pensare a lungo termine aiuta. Il nostro cervello si mette in una condizione attiva, proiettata al futuro. Programmare con congruo anticipo le cose da fare consentirà di assegnare il giusto tempo alle varie attività che servono per la realizzazione dei nostri obiettivi.

La manutenzione del calendario è decisiva per avere sempre un quadro preciso di quello che c’è ancora da fare e di quello che è stato fatto.

In alcuni casi è possibile delegare e questa è un'opportunità importante da non trascurare.

La manutenzione del calendario è di per sé un esercizio utile per combattere la marea di interruzioni che intervengono nel corso della giornata.

Un buon metodo è quello di pianificare le attività da compiere con  un paio di settimane in anticipo quando il calendario ha ancora spazi vuoti . Si tratta di aggiungere in tempo compiti che sono cruciali per il raggiungimento degli obiettivi a lungo termine.

E’ utile assegnare delle priorità, cercare di evidenziare cioè quali sono le cose più importanti distinguendole da quelle minori.
Una visione generale del calendario con scadenze e priorità ci donerà un quadro chiaro della situazione, ci spingerà a compiere per tempo le azioni necessarie al raggiungimento dei nostri scopi, non ultima la possibilità di delegare.

Potrebbe interessarti la teoria di David Allen: Getting This Done

Questo il link di Amazon per il libro di Allen

Qualunque sia il nostro obiettivo è fondamentale redigere una lista di cose da fare, descrivere passo dopo passo le azioni da intraprendere per realizzare i nostri scopi.

Guardare a lungo termine, ci consentirà di essere meglio organizzati, suddividere i compiti ci consentirà di tenere traccia dei nostri progressi e ci darà la possibilità di approfondire al meglio gli aspetti di ogni nostro progetto.
Quali strumenti usare?
Non c’è che l’imbarazzo della scelta. Esistono, infatti tantissime applicazioni che ci consentono di tenere traccia dei nostri impegni e che ci avvertono quando msi avvicina il tempo della scadenza.

Ecco un breve elenco:






lunedì 10 aprile 2017

Content Marketing: i ferri del mestiere

I ferri del mestiere del Content Marketing

ferri del mestiere


Il meccanico, per riparare auto, ha bisogno di chiavi, cacciaviti, martelli, supporti, cric. Il muratore non potrà lavorare senza  i suoi attrezzi. Un pittore senza tavolozza non potrebbe dipingere. Il chirurgo non potrebbe operare senza bisturi.

Ogni attività ha bisogno dei suoi indispensabili  ferri del mestiere.

 E questo vale anche per il Content Marketing. Senza una serie di strumenti web non si raggiungeranno risultati apprezzabili.

Related: Content Marketing Trends and Predictions for 2017

 Meglio sgombrare il campo dagli equivoci,non basta un programma di videoscrittura efficiente e tanta creatività per produrre articoli validi. Ci vuole molto altro.

Il mondo del web, sempre in frenetica evoluzione, chiede ai curatori di contenuti di arricchire i propri prodotti con contenuti visuali accattivanti, con infografiche esaustive, con podcast e video esplicativi.

 Non finisce qui!

 Una volta completati ci dovremo occupare della divulgazione dei contenuti che abbiamo realizzato.

 E anche qui ci vogliono gli strumenti giusti.

 Andiamo con ordine, altrimenti rischio di perdermi anch’io.

 Cercherò di stabilire una serie di step successivi.

 #1 La generazione di idee



 E’ il primo punto , forse quello più importante. Dobbiamo pensare all’argomento che vogliamo affrontare. Lo dobbiamo fare però, seguendo i gusti dei lettori dobbiamo scoprire ciò che maggiormente interessa loro.

 Mettiamo allora i panni di Sherlock Holmes o quelli di Nero Wolfe e setacciamo il web alla ricerca di quello che i lettori chiedono di sapere.

 # 1.1 Gli strumenti


 Reddit 

 Reddit è un aggregatore di notizie. Gli iscritti segnalano news e articoli dalle più svariate fonti che vengono votate dagli iscritti.Esistono tante categorie generali all’interno delle quali esistono centinaia di sottocategorie, dette subreddit. Analizzando le notizie che raccolgono il maggior numero di voti ci rendiamo conto di quali sono gusti e le tendenze del momento.
Reddit rappresenta una vera e propria miniera di idee da cui trarre spunto e ispirazione

 Tips: la politica di Reddit è molto severa. Un’accurata moderazione elimina all’istante contenuti di tipo spam o il tentativo di postare articoli dei propri blog. La lingua di Reddit, manco a dirlo è l’inglese, ma esiste un numeroso subreddit Italy in cui vengono postati contenuti in Italiano.

 Quora

 Quora è un po’ sullo stile di Yahoo Answer, domande e risposte sui più svariati temi . A differenza di answer, le domande sono meno fantasiose e le risposte vengono da un pubblico più colto e preparato . Quora è un’ottima fonte di ispirazione, dal tipo di domande e dal numero di risposte si può arguire quali sono i dubbi, le perplessità e gli argomenti che più interessano.

content marketing

# 2 Alla scoperta di contenuti interessanti


 A questo punto del percorso abbiamo le idee chiare. Gli strumenti di cui ho parlato sopra sono stati fonte di ispirazione: ora sappiamo qual è l’argomento da trattare.
E’ il momento di approfondire.. Dobbiamo documentarci, acquisire informazioni, cercando di creare un contenuto che abbia un vero valore aggiunto per i nostri lettori.

 Quale strumento utilizzare?

 Vi suggerisco Feedly.

 Feedly è un aggregatori di feed. Il funzionamento è molto semplice. Ci si iscrive ai feed o blog che trattano degli argomenti che ci interessano in modo da avere rapidamente a portata di mano tutte le fonti più interessanti. In tal modo possiamo scandagliare a fondo i contenuti più interessanti che viaggiano sul web e approfondire le nostre conoscenze.
Suggerimento: non esagerate con le iscrizioni, sarebbe difficile, infatti monitorare un gran numero di feed a tutto discapito dell’efficienza.

 # 3 L’organizzazione


 Il lavoro preparatorio non è ancora finito. Ora dobbiamo organizzare tutto il materiale che abbiamo raccolto. A questo scopo vi suggerisco due strumenti.

#3.1 Trello.
Trello è uno strumento di collaborazione per team che può essere usato anche singolarmente. L’idea di base è quella di avere a disposizione una lavagna, su cui inserire delle liste che altro non sono che un insieme di schede. Immaginiamola come una lavagna su cui in maniera organizzata appiccichiamo dei post it. Trello è di grande aiuto per organizzare i contenuti, per creare delle check list o dei To Do. Con Trello possiamo stabilire dei punti di avanzamento dei nostri post, possiamo raccogliere le fonti, fare una check list delle cose fatte e di quelle ancora da compiere. Ve lo suggerisco, anche perché è gratuito.

#3.2  Pocket
Uno strumento molto potente è Pocket.
Cosa fa Pocket? Con questo strumento possiamo archiviare le pagine web in cui ci imbattiamo in modo da poterle consultare con calma e anche off line. Utilissimo perché ci consente di avere più tempo a disposizione per analizzare i contenuti interessanti, di approfondire e aumentare la conoscenza sugli argomenti che ci accingiamo a trattare. E’ un classico “lo leggo dopo”, catturo la pagina web e poi con calma la analizzo.

Si conclude la prima fase

seo


 Questa è solo la prima fase del processo di costruzione di un articolo o di un post.
Subito dopo viene la parte più tecnica, quella relativa alla stesura dell’articolo, della scelta del titolo, dell’impaginazione, delle tecniche SEO  ( ti potrebbe interessare questo post relativo alla SEO per le immagini)e dell’aggiunta di contenuti visuali (qui invece un po' di risorse gratuite per le immagini).

In questo articolo trovate: 3 Social Media Design Tools That Create Stunning Images

 In seguito ci si dovrà occupare della diffusione e della condivisione  dei contenuti sui vari canali dall’email ai social .

 Per tutte le operazioni sopra elencate esistono degli strumenti in grado di facilitarci la vita e di farci perdere meno tempo possibile aumentando allo stesso modo la produttività.

 Li passerò al setaccio nella seconda parte di questo articolo che posterò tra pochi giorni. Per adesso mi interesserebbe sapere se i miei suggerimenti sono stati utili e se avete altri tools da suggerirmi.
Scrivetelo nei commenti, sarò ben felice di leggere le vostre argomentazioni e i vostri suggerimenti.

mercoledì 22 marzo 2017

SEO per le immagini

SEO_google

In questo post mi propongo di darvi dei consigli su come ottimizzare le immagini in chiave SEO.

E’ probabile che che la tua situazione sia quella di un blogger alla disperata ricerca di visite per il blog ( a questo proposito interessante l'articolo sui consigli di Jonah Berger per far diventare "contagiosa" una notizia o un articolo): Diventare contagiosi con i consigli di Jonah Berger

La fonte principlae da cui provengono la maggior parte degli accessi a un sito web o a un blog resta ancora il buon vecchio Google, il motore di ricerca per eccellenza.

Esistono molti articoli, forse troppi, che danno consigli su come ottimizzare i contenuti del nostro blog per renderli appetibili a Google, ma come dicevo sopra, oggi cercherò di darvi qualche dritta su come è possibile ottimizzare le immagini in chiave SEO.

Related: ecco i consigli di Jeff Bullas su come ricavare qualche soldino dal tuo blog:
6 Top Ways to Make Money Blogging in 2016 💰💰💰💰💰💰💰💰💰

Una rapida panoramica


Come potrete immaginare i bot di Google, ma anche quelli di Bing o Yahoo setacciano  miliardi di contenuti web allo scopo di presentare nelle prime posizioni i risultati più congruenti, quelli cioè che meglio rispondono alle richieste degli internauti.

Cosa succede quando essi incontrano delle immagini?

I sofisticati spider dei motori di ricerca non possono certo “vedere” l’immagine contenuta all’interno di un articolo, come farebbe un uomo. Per sapere di che immagini si tratti viene letto il testo alternativo,l’attributo  ALT.


Dobbiamo dare un nome alle nostre immagini


La prima regola da rispettare è dare un nome significativo al file immagine che carichiamo all’interno del nostro blog. Molto spesso, a volte solo per pigrizia i file di immagini hanno nomi del tipo img001.jpg oppure untitled.png o ancora dei nomi che poco o nulla hanno a che fare col contenuto del nostro articolo.
Questo è il primo errore da evitare il nome del file deve essere appropriato rispetto alle notizie che stiamo postando.
Un’immagine all’interno di un articolo come questo che sto scrivendo potrebbe essere :”SEO-per-immagini”. Molto poco senso avrebbe avere un’immagine col nome file luna.jpg oppure immagine01.png!
Avrete notato che ho inserito dei trattini tra le parole, questo perché i bot non interpretano gli spazi. I trattini, invece vengono interpretati correttamente come spazi di separazione.

SEO for images

Non sai dove trovare immagini gratis?


Ecco il link giusto! Immagini gratis per tutti


Utilizzare l’attributo ALT


Molti di voi conoscono questo attributo del tag html “img search” ALT  che sta semplicemente per testo alternativo. Esso svolge delle importanti funzioni, basti pensare ai software per non vedenti che al passaggio del mouse su un’immagine leggono all’utente il testo alternativo dando una spiegazione di cosa rappresenti l’immagine.
In chiave SEO l’attributo ALT è quello che i motori di ricerca leggono ed è quindi di fondamentale importanza. Ancor più essenziale che all’interno di esso compaia una keyword, una parola chiave.

La tecnica


Chi preferisce scrivere in html saprà bene come inserire l’attributo ALT. Il tag per l’inserimento di un’immagine è  <img search=”nome file o url” alt=”descrizione”>.

Se, invece non hai dimestichezza col mondo HTML e i suoi tag, niente paura sia in Blogger che in Wordpress, ma in pratica in tutti i CMS l’inserimento dell’attributo ALT è molto facile.

Se prendiamo, ad esempio la piattaforma di blogging di Google, Blogger , una volta inserita un’immagine cliccando su di essa compare l’immagine che vedrete di seguito. Cliccando su “proprietà” comparirà un pop up in cui inserire la descrizione dell’immagine, in pratica il contenuto del tag ALT.

Testo alternativo per SEO


Stessa cosa più meno anche per l’ambiente Wordpress.

L’attributo Title

Sia in blogger che in Wordpress avrete notato che oltre all’attributo ALT ne compare anche un altro che è titolo.
A cosa serve?
L’attributo “Titolo” serve a dare una descrizione maggiormente accurata dell’immagine che abbiamo inserito.
In molti utilizzano la tecnica di inserire in “title” lo stesso contenuto del tag ALT.
Ciò è da evitare!. Primo perché i Bot si concentrano sull’ALT e non sul Titolo, ma anche perché reinserire la parola chiave in titolo comporterebbe quello che in gergo viene definito keyword stuffing, cioè un eccesso di parole chiave che comporterebbe un’automatica penalizzazione della nostra pagina da parte dei motori di ricerca.
In TITLE aggiungete una descrizione diversa utile soprattutto in termini di usabilità del vostro sito

Conclusioni


In queste breve articolo ho tracciato le linee guida per ottimizzare le immagini in chiave SEO. Pochi utili consigli che rivestono, però un ruolo essenziale per dare visibilità al vostro sito o vostro blog.

Nei commenti fatemi sapere se ritenete questi validi! Sarò felice di rispondere!

Hai poco tempo per curare i tuoi contenuti?
Ecco l'articolo che fa per te!
How to Manage Your Content Marketing in 30 Minutes a Day

giovedì 2 marzo 2017

Diventare "contagiosi" con i consigli di Jonah Berger

Jonah Berger è un professore di marketing presso la Wharton School della University of Pennsylvania e autore del  bestseller Contagious .

Contagious

Nel suo libro (questo il link se desideri acquistarlo) Berger illustra i risultati dei suoi studi sulla viralità e sull’influenza sociale.

Il professore della Wharton School ha analizzato il successo conseguito da alcune campagne pubblicitarie ed ha studiato quali sono stati i comportamenti umani che li hanno resi possibili.

La novità principale e per certi versi sorprendente introdotta da Berger è la seguente:

Solo il 7% dei messaggi virali passa attraverso il web, tutto il resto è passaparola.

Perchè, secondo Berger, è il passaparola che rende contagioso un messaggio?

I messaggi che ci vengono trasmessi attraverso il passaparola sono più persuasivi e convincenti
Chi ci parla in maniera entusiastica dell’ultimo libro che ha letto o del film che ha visto è per noi sicuramente più attendibile di una pubblicità che non può fare altro che lodare il prodotto che intende reclamizzare.

I messaggi veicolati attraverso il passaparola sono  poi più mirati. Parleremo di un certo film, o libro o prodotto a chi sappiamo potrebbe interessare.

Con i Social raggiungiamo un numero maggiore di persone, ma i nostri messaggi si confondono tra l’enorme massa di informazioni che circolano sul web, per cui sono meno efficaci.

Il punto focale del pensiero di Berger è questo:


Quali sono i motivi per cui alcune storie diventano virali e altre no?

Cosa ci spinge alla condivisione?

Procediamo per esclusione.

Secondo Berger non ci sono persone in grado di influenzare gusti, opinioni  altrui.
Gli Influencer, di gran moda nel mondo web, non servono assolutamente a nulla.

Quali sono, allora le ragioni per le quali alcuni messaggi sono più condivisi rispetto ad altri?

Lo scopriamo approfondendo il pensiero del prof. Berger

Parlare, condividere informazioni fa parte della natura umana. Solo alcune informazioni, alcuni messaggi però diventano virali e si diffondono a macchia di olio. Berger intende farci capire come tutto ciò avviene.

Il concetto di viralità

Per lo studioso americano c’è differenza tra il concetto di un  virus che diffonde una malattia e la viralità di un messaggio. Un virus può essere trasmesso a partire da una singola persona e in teoria potrebbe infettare la totalità delle persone con cui viene a contatto. E’ molto difficile, invece che questo avvenga per i messaggi o le informazioni. Diciamo che è probabile che un certo contenuto si diffonda tra un buon numero di persone, ma è difficile che esso raggiunga l’intera popolazione.


Berger identifica sei elementi che rendono contagioso un messaggio.

Questi elementi possono essere abbreviati nell’acronimo STEPPS

Social Currency -Triggers -Emotion -Public -Practical Value -Stories



I sei STEPPS, non sono una ricetta, perchè una ricetta per funzionare bene deve contenere tutti gli ingredienti, cosa che non è vera per gli STEPPS. Un contenuto può diventare virale anche se non sono presenti tutti i sei gli elementi. Ovviamente più ce ne sono meglio è.

Cominciamo col primo degli STEPPS: la social currency, la valuta sociale.

social currency

Siamo portati a condividere quello che ci rende interessanti, portiamo a conoscenza degli altri qualcosa che conosciamo solo noi, a volte anche dei segreti ( per questo nulla può ritenersi tale).

Condividiamo quello che ci rende fighi, alla moda, informati, Insomma tutto quello che ci fa fare bella figura con gli altri.

L’uomo tende a parlare di se stesso, delle cose che ha fatto, dei vestiti che si è comprato, dei ristoranti che ha frequentato o che sta frequentando, delle proprie vacanze.

Per l’uomo è gratificante condividere le proprie esperienze ed è questo il vero motivo del successo dei social network.
Non c’è da sorprendersi!
Le persone preferiscono condividere le informazioni che le fanno apparire interessanti invece che monotone, intelligenti piuttosto che stupide,alla moda invece che noiose, colte invece che ignoranti.
Proprio come si servono del denaro per assicurarsi prodotti o servizi, le persone usano questa valuta sociale per trasmettere un’immagine positiva di sé a parenti, amici e colleghi.

I modi per riuscirci sono tre:


  • trovare ciò che rende originali;
  • sfruttare le meccaniche di gioco
  • far sentire gli altri parte di qualcosa di esclusivo



Alle persone piace vantarsi dei risultati conseguiti: come ad esempio dei follower che  hanno su Twitter, dei propri risultati sportivi, dell'ottima riuscita del figlio alle prese con gli esami universitari

Per Berger sfruttare le meccaniche del gioco vuol dire sfruttare la voglia di esibire i propri successi. I mezzi sono i concorsi, le raccolte punti e tutto quanto ci mette in competizione e in grado di esibire successivamente come siamo stati bravi.
Il trucco sta nel fatto che parlando dei nostri successi, citiamo anche i marchi grazie ai quali li abbiamo conseguiti.

Passiamo al secondo degli STEPPS: gli stimoli


Gli stimoli sono importanti affinché si verifichi il passaparola.

Gli stimoli li possiamo pensare come delle associazioni di idee.
Per esempio pensare al burro fa pensare automaticamente alla marmellata, pensare al caffè fa venire in mente una sigaretta.
Lo stimolo non è niente altro che quello a cui pensiamo più frequentemente, quello che più ci sovviene in mente nel corso di una giornata.
La valuta sociale è il motivo per cui iniziamo a parlare e condividere, ma se continuano a farlo è grazie agli stimoli.
Se è facile pensare a qualcosa, è facile parlarne.

Terzo STEPPS: Le emozioni

rabbia

Berger fa un esperimento selezionando  una serie di articoli molto virali:
Egli riscontra che gli articoli sportivi sono meno virali di quelli relativi alla medicina e all’istruzione.
La spiegazione è semplice: lo sport non aiuta gli altri, come pubblicare una recente scoperta medica

Condividiamo, quindi ciò che è utile e ciò che aiuta.

Analizzando altri articoli molto condivisi Berger fa un’altra interessante scoperta.
Egli nota come alcuni articoli scientifici siano  virali. Eppure la scienza non interessa un numero elevato di persone.

Qual era allora la ragione di questa anomala diffusione?


La spiegazione è tutta nell’emozione che suscita la lettura di una notizia.
Nel caso particolare dell’articolo analizzato da Berger era la meraviglia la ragione del suo successo.
Gli articoli in grado di meravigliare avevano il 30% di probabilità in più di entrare in
classifica.
Più in generale tutti i contenuti a forte contenuto emotivo vengono condivisi di più.

Non tutte le emozioni funzionano.

Funzionano solo quelle che provocano un eccitamento fisico. La distinzione non è tra emozioni positive e negative, ma tra quelle che provocano eccitamento e quelle, come la tristezza che non lo provocano.

A questo proposito vi invito a leggere gli studi di Dacher Keltner e Jonathan Haidt sulla funzione sociale delle emozioni

La stessa regola è valida  per i contenuti online.

Certi siti internet, articoli o video su YouTube provocano più eccitamento di altri. Blog dedicati ai mercati finanziari, articoli su fenomeni di corruzione politica e filmati divertenti favoriranno tutti la sollecitazione che, a sua volta, potrebbe incrementare la condivisione dei contenuti pubblicitari o di altro tipo che compaiono su quelle pagine.

Le emozioni ci spingono all’azione; ci fanno ridere, gridare e piangere, ci inducono a parlare, condividere e fare acquisti.

Perciò, invece di citare dati statistici o fornire informazioni, dobbiamo puntare sui sentimenti.

Related: Content Marketing e stress: 9 validi rimedi


Quarto degli STEPPS: La visibilità


Più una cosa è visibile più è condivisa. Se vedo indossare da tanti una certa maglietta è probabile che la compri anch’io.

Una cosa, anche se di successo non è sempre visibile (si pensi all'intimo). Allora possiamo escogitare uno stratagemma che si chiama residuo comportamentale.

Il residuo comportamentale è formato dalle tracce fisiche che la maggior parte delle azioni e dei comportamenti lascia dietro di sé.
Un esempio sono le borse griffate regalate agli acquirenti. Esse danno visibilità al fatto che è stato acquistato un prodotto di una determinata marca


Valore pratico.

Gli individui scambiano messaggi o idee che abbiano utilità per gli altri.
Scambiare informazioni utili rafforza i legami sociali. Se abbiamo un amico cui piace Napoleone gli invieremo un link in cui se ne parla.

E' probabile che condivideremo notizie in cui si parla di sconti in determinati negozi, di occasioni imperdibili, oppure segnaleremo l'ultima inchiesta in cui è citata la comparazione di prodotti alimentari. Tutto ciò che ha un valore di ordine pratico

Un inciso

Nell’ambito del web non sempre è bene parlare di argomenti di massa,. Essi sono più diffusi, ma noi non identifichiamo nessuno dei nostri conoscenti con cui condividerlo proprio perché comune a molti. Se, invece si tratta di un argomento di nicchia sicuramente lo condivideremo con coloro che ne sono interessati.

Attenzione:la verità non è una discriminante. Se riteniamo che una notizia ha un certo valore pratico essa può essere anche falsa. Per questo si diffondono le bufale

E' importante quando state pensando al vostro prossimo post, verificare se esso ha valore pratico.

Related: Idee per post senza perdita di tempo

Storie

emozioni

Le favole greche di Esopo  finivano sempre con la frase O Mutos Deloi Oti ( Il racconto ci insegna che). Attraverso una storia si trasmette un valore morale o un insegnamento. La stessa cosa per le parabole evangeliche.

Related: le favole di Esopo

I lettori sono più interessati alle storie che alle narrazioni
Le storie, infatti, contengono una lezione o una morale, un’informazione o un consiglio
Una storia, dunque, può fungere da contenitore, da vettore che faciliti la trasmissione
di informazioni agli altri. Il messaggio che vogliamo propagandare viene racchiuso all’interno di una storia, ne è parte integrante, ma nascosta.


Se volete creare dei contenuti contagiosi, cercate di costruire il vostro cavallo di Troia, senza però dimenticarvi  del concetto di viralità utile: assicuratevi che le informazioni che volete vengano ricordate e trasmesse siano utili oltre che parte integrante della narrazione
Potete raccontare storie divertenti, sorprendenti o avvincenti, ma farlo non vi servirà a molto se nessuno poi potrà ricollegarle a voi, anche se dovessero diventare virali.

Ricapitolando ecco i sei STEPPS di Berger


VALUTA SOCIALE Condividiamo quello che ci fa fare bella figura con gli altri.

STIMOLI Se è facile pensare a qualcosa, è facile parlarne.

REAZIONI EMOTIVE Quando teniamo a qualcosa, lo condividiamo.

VISIBILITÀ PUBBLICA Se qualcosa è fatto per essere visibile, ha buone potenzialità di crescita.

VALORE PRATICO Informazioni utili

STORIE Le informazioni si trasmettono con quelle che a prima vista sembrano semplici chiacchiere.


Conclusioni


Lo studio di Berger ci illumina sui meccanismi di di diffusione delle notizie, ci fornisce una serie di utili riflessioni sul significato di viralità e ci dà ottimi strumenti per mettere in campo delle strategie utili a far crescere il grado di condivisione delle notizie e degli articoli pubblicati sul web.

A questo proposito : Come ottenere più visite senza SEO

Un buon curatore contenuti dovrebbe tenere a mente i sei STEPPS di Berger e farne buon uso.


Nei commenti mi piacerebbe conoscere il vostro parere e se già conoscevate gli studi di Berger.
Parliamone insieme!
Vi aspetto.











martedì 14 febbraio 2017

Sei a corto di argomenti? Utilizza il metodo logico creativo

Di cosa parlo?  Quale argomento devo approfondire? Che cosa potrebbe essere utile per i lettori?

Jonah-Berger-Contagious

Questa serie di domande attanaglia le menti di tutti coloro che si dedicano alla scrittura, sia per diletto che per professione.

Si ha la sensazione che tutto sia stato già scritto, che niente sia originale e che tutte le strade siano state già battute. Ogni possibile argomento ci sembra banale e non meritevole di attenzione.

Ci si ritrova davanti allo schermo del pc, col cursore che lampeggia in alto sinistra e con le dita ferme, quasi paralizzate, incapaci diqualsiasi movimento sulla tastiera.

Gli occhi girano un po’ di qua, un pò di là, come se da qualche parte, nella stanza, ci fosse la soluzione al problema, ma poi ripiombano, stanchi a contemplare il bianco dello schermo.

Non mi dilungo oltre, d’altra parte la sindrome del foglio bianco è stata descritta più volte.

Si tratta di quel vuoto assoluto all’interno del cervello,  dell’incapacità di sviluppare idee di qualsiasi tipo. Lo scrittore, si sforza, cerca l'illuminazione, quella scintilla che inneschi la vena creativa. L'ansia cresce, ma il foglio resta desolatamente vuoto.

Le cose si complicano quando esistono delle scadenze, quando il”capo” stressa perchè il cliente ha bisogno di quell’articolo o di quel post?

In questi casi non ci si può permettere di attendere l’illuminazione nè, tantomeno, l’ispirazione della Musa Calliope.


Contagious


Esiste una soluzione?


Mi sono messo a rimuginare e mi sono chiesto:

E’ possibile creare una routine, un processo logico, che stimoli la creatività?

In fondo tutte le conoscenze sono già presenti nel nostro cervello, magari sparse alla rinfusa, non ordinate, ma presenti.

E allora perché non cercare di riordinare le idee? Perché non creare un flusso ordinato che possa aiutarci nella scelta degli argomenti da trattare?

Contagious-roger-sperry

E qui ritornano prepotenti le scoperte di Roger Sperry sul cervello umano.

Ve ne ho già parlato in diversi post e mi riprometto di affrontare l’argomento in maniera più dettagliata.
Sperry ha scoperto l’esistenza di due diversi emisferi del nostro cervello, quello destro deputato alla parte creativa e quello sinistro che si occupa della logica. In pratica essi agiscono come se fossero due cervelli distinti.

Alcuni di noi utilizzano più la parte destra e sto parlando dei creativi, degli artisti in genere, altri quella sinistra, logici, matematici, scienziati.


Come utilizzare, per i nostri scopi, tali nozioni?



Ho immaginato una specie di partita di tennis tavolo, un ping pong, tra i due emisferi.

Da un parte le conoscenze ben ordinate, dall’altra l’organizzazione creativa. Vi suggerisco il metodo che ne è scaturito. Non ho la pretesa di credere che questa possa essere una soluzione definitiva, ma nella mie esperienza ho capito che vale sempre la pena di provare, di sperimentare.

Non voglio aggiungere altre chiacchiere, passiamo ai fatti.

Il Metodo Creativo

Contagious-jonah-berger



Il metodo che vi suggerisco è composto da vari step.

#1 Strizzare il cervello


I creativi cercano l’ispirazione o meglio attendono con fiducia che essa arrivi. Ognuno ha il suo metodo. Chi cerca di distrarsi, chi si mette a pensare in luoghi atipici come può essere un ristorante o la palestra, chi si rinchiude in un personale “pensatoio”.
Anche i momenti della giornata in cui cercare l’ispirazione sono i più variegati. Alcuni sono più produttivi all’alba, altri sono animali della notte.

Tali metodi possono essere efficaci, ma per niente produttivi. A volte abbiamo poco tempo per consegnare “un pezzo” per cui dobbiamo accelerare il processo creativo.
Come fare?

Questo il mio suggerimento:

Prendete un foglio bianco, disegnate un cerchio al centro e da esso tracciate tante linee. all’estremità di ognuna di essa scrivete la prima cosa che vi viene in mente . Il passo successivo è quello di trovare delle attinenze fra le varie parole. Cerchiate con un pennarello le parole per le quali esiste un legame.
A questo punto prendete un nuovo foglio e disponete le parole cerchiate in colonna. In pochi minuti avrete a disposizione diversi argomenti da trattare.


# 2 La Scelta


A questo punto dovete scegliere quale argomento vi sembra più interessante, quale potrebbe incontrare il favore dei lettori. Stilate una vostra personale classifica.
Dopo aver scelto l’argomento che vi sembra migliore, passata alla seconda fase.


3 # Il lavoro di ricerca

Contagioso-jonah-berger

La ricerca è importante, essa serve a voi per ampliare le conoscenze riguardo un certo argomento e ai vostri lettori che disporranno di un post accurato e di valore.
Ulteriore considerazione.
E’ difficile trovare argomenti del tutto nuovi, per cui quasi sicuramente affronteremo dei topics già trattati da altri. E’ importante, quindi aggiungere cose nuove, cambiare il punto di osservazione, fornire approfondimenti e questo può essere fatto solo attraverso un certosino lavoro di ricerca.

4 # Un pizzico SEO

SEO-contagious-jonah-berger


A questo punto abbiamo l’argomento del nostro post. Non guasta aggiungere un pizzico di SEO. In che modo?
SEO sotto forma di ricerca di parole chiave. Il nostro obiettivo sarà quello di determinare le keyword più performanti, quelle che dare in pasto ai motori di ricerca per determinare il miglior posizionamento.

Esistono molti tools che svolgono, con precisione questo compito. Per la maggior parte essi sono a pagamento. L’investimento sarà utile per un’azienda, ma per un blogger freelance un po’ meno.
La risorsa gratuita per eccellenza è il Google Keyword Planner  . Altri strumenti da testare sono i seguenti:



Leggi anche: Come ottenere più visite al tuo blog senza SEO

Da questo momento in poi la routine da seguire è quella standard.

  • Scrivere un post di almeno 1200 parole;
  • Inserire dei contenuti visuali accattivanti;
  • Rendere leggibile il testo con un’efficace formattazione
  • Revisionare il testo per evitare la presenza di errori sintattici o grammaticali;
  • Inserire link interni ed esterni
  • Collegare il contenuto ai profili Social;
  • Inserire delle CTA.

Se volete approfondire questi ultimi argomenti vi invito a leggere:
Come scrivere il post perfetto [Infografica]

Conclusioni


Nel post ho cercato di rappresentare un metodo per trovare, in maniera rapida, gli argomenti oggetto del nostri articoli. Il processo che ho immaginato e che io stesso applico è incentrato su una specie di brainstorming personale. Sforzare il cervello e rappresentare i risultati su uno schema molto simile a una mappa mentale. Questo metodo è valido perché da esso ricaviamo più risultati. Lo sforzo, iniziale di concentrazione produrrà diversi argomenti possibili, i quali saranno oggetto dei nostri prossimi post

Ti potrebbe interessare:
Metti il turbo ai tuoi post con questi 7 strumenti [free]

giovedì 2 febbraio 2017

Come ottenere più visite al tuo blog senza SEO

La SEO è uno strumento di estrema importanza, la cui conoscenza è fondamentale per chiunque si occupi di contenuti per il web.

SEO


Mi direte, ma come inizi  col negare l'affermazione contenuta nel titolo, che è quella per cui esistono metodi per accrescere il traffico di visitatori sul proprio sito o blog utilizzando strategie non SEO.?

Originale!

Non sono impazzito. L'intenzione è quella di rimarcare l'importanza di tutte quelle tecniche, che vanno sotto il nome di SEO, ma di affermare anche che esse non sono le uniche per ottenere più visite

Più traffico o più pubblico?


Tutto parte da una considerazione. Esiste una differenza notevole tra l'incremento di traffico  e l'aumento di pubblico.

Mi spiego meglio.

Con tecniche SEO raggiungo lo scopo di aumentare le visite.
Aprendo Google Analytics scoprirò che il numero di visitatori sarà aumentato, sempre che abbia operato bene .
Un circolo virtuoso si sarà innescato per cui i  motori di ricerca indicizzeranno i contenuti proposti che verranno mostrati nelle prime pagine di Google.
Di conseguenza un maggior numero di persone cliccherà sul link che li porterà alle nostre pagine
In poche parole con la SEO "ci facciamo trovare".

Una volta "atterrati" sui nostri contenuti i lettori decideranno se gli stessi sono utili, se soddisfano le loro aspettative.

In caso positivo è più che probabile che essi torneranno a visitare le nostre pagine, inserendole tra i preferiti o iscrivendosi alla newsletter

Per quanto riguarda la SEO, ti potrà essere utile questo articolo del Content Marketing Institute:

SEO and Website Image Optimization 10-Point Checklist for Marketers


Avremo così ottenuto il massimo.

Esiste, però la possibilità che i lettori dopo aver raggiunto attraverso i motori di ricerca i nostri contenuti, li giudichino poco soddisfacenti. In questo caso avere più traffico sarà una vera e propria vittoria di Pirro.

Ottenere più pubblico significa realizzare l'obiettivo di farci apprezzare come autorevoli esperti nel campo di cui ci occupiamo, vuol dire che quello che scriviamo viene apprezzato e meritevole di essere seguito e magari condiviso.

blogger


Vediamo come attrarre più pubblico fidelizzato sulle nostre pagine.

#1 Newsletter


Possedere una mailing list cui spedire una newsletter con i nostri contenuti è una tecnica antica, ma terribilmente efficace. La posta elettronica, pur essendo in molti casi più croce che delizia è uno strumento che utilizziamo quotidianamente. Il lettore non dovrà fare alcuno sforzo, non dovrà venire a cercarci, ma riceverà direttamente i nostri aggiornamenti.

 Va da sè chi ha deciso di sottoscrivere i nostri contenuti li ha ritenuti validi, per cui non li tratterà come spam, soprattutto se avremo l'accortenza di non essere troppo invadenti.

L'obiettivo sarà quello di avere un buon numero di iscritti.

Prevederemo allo scopo, all'interno dei nostri post delle Call to Action che invitino i lettori a sottoscrivere i nostri contenuti. Spesso in cambio dell'iscrizione alla newsletter vengono regalati ebook o altri contenuti speciali e questa è sicuramente una buona strategia.
Per aggiungere CTA e form di iscrizione provate SUMOME un tool efficace e gratuito in molte delle sue funzionalità

# 2 Commenti


Anche il consiglio di inserire commenti all'interno dei post di blog è datato, ma come per le newsletter ha ancora un'efficacia notevole.

E' chiaro che è perfettamente inutile inserire commenti del tipo "bel post", oppure "ottimi consigli".
Peggio ancora sarà fare riferimento diretto ai nostri siti e/o blog.

Come minimo verrebbe interpretato come Spam.

Un  buon commento  sarà quello che apporta valore al post, sia sotto forma di domanda, sia come ulteriore contributo a quanto postato dall'autore, sia con l'indicazioni di altre utili fonti o riferimenti.

Operare in questa maniera ci farà conoscere dagli altri commentatori, accrescerà la nostra popolarità ed autorevolezza e ciò si tradurrà in un aumento di pubblico fidelizzato.

Mi sembra inutile sottolineare che i commenti debbeno essere inseriti in blog che trattano di argomenti simili a quelli del nostro blog. E' perfettamente inutile, anzi dannoso, inserire commenti a casaccio in blog che trattino di argomenti non in linea con quelli della nostra nicchia.

E' necessario, però identificare i blog popolari e molto seguiti.

A questo proposito consiglio di utilizzare Feedly.

Si tratta di un aggregatore di feed che ci consentirà di selezionare i blog per nicchia di interesse e di seguirli all'interno della piattaforma.
Feedly utilizza anche un'app sia per l'ambiente Android che Apple.

Una valida alternativa a Feedly è il buon vecchio Google Alert.


#3 Forum


Iscriversi a forum aventi gli stessi argomenti di quelli da noi trattati è un buon metodo per farci conoscere.
I forum, però sono un terreno minato, perchè spesso hanno regole ferree e vincolanti.
In più riferimenti diretti ai propri siti o blog sono mal digeriti da questo tipo di comunità .
Prendere la parola in un forum servirà soprattutto per accrescere la nostra autorevolezza nel settore, soprattutto se le nostre soluzioni saranno valide.

social_media


# 4 I Social


Facebook, Twitter, Pinterest sono i principali social su cui far transitare i nostri contenuti.
Ognuno di essi ha le sue regole, le sue caratteristiche, ma tutti sono utili per far conoscere i nostri contenuti.
I Social hanno poi una caratteristica che li rende uno strumento insostituibile di Content Marketing: la posiibilità di condivisione.

Una semplice pressione di un pulsante e il nostro post comparirà nella timeline di un altro utente e sarà visibile a un sempre maggior numero di persone.

Anche in questo caso le cose sono  solo in apparenza semplici

Ci sono delle regole da rispettare per ottenere dei risultati tangibili.

Alcune di esse sono le seguenti:

  • Non esagerare con il numero di condivisioni
  • Postare sui social ad orari scelti in concomitanza con la maggiore presenza degli utenti sul social
  • Rispondere ai commenti
  • Rispettare le policy dei vari social
  • Inserire dei validi contenuti visuali  e con le giuste dimensioni per essere rappresentate al meglio sulle bacheche dei social
  • Inserire dei contenuti in linea con gli interessi di chi ci segue
Non mi dilungo oltre su questi aspetti che però necessitano di un approfondimento.

TIPS: alcuni esperti di content marketing utilizzano la tecnica di ripostare più volte i loro contenuri sui social, come nel caso di Jeff Bullas. Perché non provate e verificare i risultati?

Leggi l'interessante articolo di Bullas sui contenuti virali:

5 Writing Principles That Will Make Your Content Go Viral



# 5 Riproposizione di contenuti


Perchè gettare alle ortiche vecchi post i cui contenuti possono essere ancora validi per i nostri lettori?

Esistono i cosiddetti post "sempreverdi" quelli, cioè che non cessano di essere utili. Una buona tecnica è quella di riproporli, magari cambiando la veste grafica e inserendo dei nuovi contenuti come ad esempio un'infografica o un video.

Fate, quindi indossare il vestito nuovo ai post del passato che hanno avuto maggior successo di pubblico, essi non vi tradiranno.

Ti potrebbe interessare:

Come scrivere il post perfetto [infografica]


Conclusioni


In questa carrellata vi ho rappresentato come ottenere  un pubbblico più vasto senza utilizzare tecniche SEO.

Se ben sfruttati questi consigli vi faranno avere un pubblico che si affezionerà ai vostri contenuri e che tornerà spesso a far visita alle vostre pagine.

A questo punto non mi resta che chiedervi quali sono le vostre strategie per aumentare sia visite che pubblico.
Inserite tutto nei commenti. Sarò ben felice di rispondervi,
A presto!

A proposito se il Content Marketing vi stressa leggete questo articolo:

Content Marketing: per non morire di stress